I "Sei" personaggi in cerca d'autore in una versione inedita: Pirandello secondo Scimone e Sframeli
"Sei" di Spiro Scimone e Francesco Sframeli
Lo stile inconfondibile di Spiro Scimone e Francesco Sframeli incontra il dramma doloroso dei "Sei personaggi in cerca d’autore" di Pirandello: per la nuova stagione del teatro Biondo di Palermo va in scena "Sei", personalissima versione del dramma dello scrittore siciliano.
In scena gli stessi Sframeli e Scimone insieme agli attori Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Maria Zanghì, Miriam Russo e Zoe Pernici, sulle scene di Lino Fiorito, costumi di Sandra Cardini, luci di Beatrice Ficalbi e con le musiche di Roberto Pelosi.
"Sei" è una versione molto singolare del celebre dramma di Pirandello: «Sentivamo il bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del maestro», spiegano i due autori.
Nel loro adattamento molto cambia senza tuttavia stravolgere la struttura dell’originale: una compagnia formata da due attori, due attrici e il capocomico sta per iniziare la prova di uno spettacolo teatrale che, forse, non debutterà mai.
Improvvisamente un cortocircuito lascia al buio il teatro, perciò uno degli attori va alla ricerca del tecnico, che però non si trova. La luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei sei personaggi rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati: il padre, la madre, la figliastra, il figlio, il ragazzo e la bambina illuminano il teatro con la speranza di poter vivere sulla scena il loro dramma doloroso.
L’occasione, si sa, viene concessa. Perché «vivere in scena – ricordano Scimone e Sframeli – non è solo il desiderio dei personaggi, è anche il sogno degli attori».
In scena gli stessi Sframeli e Scimone insieme agli attori Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Maria Zanghì, Miriam Russo e Zoe Pernici, sulle scene di Lino Fiorito, costumi di Sandra Cardini, luci di Beatrice Ficalbi e con le musiche di Roberto Pelosi.
"Sei" è una versione molto singolare del celebre dramma di Pirandello: «Sentivamo il bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del maestro», spiegano i due autori.
Nel loro adattamento molto cambia senza tuttavia stravolgere la struttura dell’originale: una compagnia formata da due attori, due attrici e il capocomico sta per iniziare la prova di uno spettacolo teatrale che, forse, non debutterà mai.
Improvvisamente un cortocircuito lascia al buio il teatro, perciò uno degli attori va alla ricerca del tecnico, che però non si trova. La luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei sei personaggi rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati: il padre, la madre, la figliastra, il figlio, il ragazzo e la bambina illuminano il teatro con la speranza di poter vivere sulla scena il loro dramma doloroso.
L’occasione, si sa, viene concessa. Perché «vivere in scena – ricordano Scimone e Sframeli – non è solo il desiderio dei personaggi, è anche il sogno degli attori».
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