Il Cretto di Burri al tramonto: teatro, memoria storica e gran finale con Dimartino
Il cantante Dimartino
Il fine settimana conclusivo del Festival delle Orestiadi di Gibellina, in scena dal 31 luglio al 2 agosto, trasforma il suggestivo Cretto di Burri in un palcoscenico unico al tramonto, fondendo memoria storica, grande musica e narrazione teatrale.
L'incontro tra queste diverse espressioni artistiche offre una riflessione profonda sulla bellezza e sulla resistenza culturale nel cuore del Mediterraneo, confermando l'identità contemporanea e la vocazione visionaria di Gibellina.
Questo palcoscenico di terra e cemento, simbolo di rinascita artistica sulle macerie del terremoto, accoglie venerdì 31 luglio alle 19.00 le note intime e poetiche di Paolo Fresu alla tromba e flicorno insieme al bandoneon di Daniele di Bonaventura, capaci di creare un'atmosfera sonora sospesa nel tempo. Clicca qui per acquistare il biglietto online
Un dialogo in musica nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei. Protagonisti insieme alle voci corse del coro "A Filetta" del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell'omonimo disco pubblicato di recente dalla ECM, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura si ritrovano qui nella dimensione più ristretta del duo.
Un incontro, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, ormai ben rodato attraverso tanti concerti, compreso quello in versione speciale dedicato a Corto Maltese, il famoso personaggio dei fumetti creato dal grande Hugo Pratt, che tanto successo riscosse qualche anno fa a Palazzo Grassi a Venezia (con l'ausilio di una mostra fotografica proiettata in tempo reale da Pino Ninfa). Un concerto di grande effetto che vive di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell'universo musicale contemporaneo.
La sera successiva, sabato 1 agosto, sempre alle 19.00, lo spazio si riempie della forza espressiva del teatro con la voce di Marco Baliani, che guida il pubblico attraverso la forza del racconto scenico e dell'affabulazione in un progetto site-specific per il festival tratto dal racconto "Michele Kohlhaas" di H. von Kleist. Il testo è scritto da Marco Baliani e Remo Rostagno, per la regia di Maria Maglietta. Clicca qui per acquistare il biglietto online
La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500. Baliani, nel suo racconto orale, aggiunge allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma dalla sua esperienza, teatrale e narrativa, dal suo mondo di visioni e di poetica.
A suggellare l'intero fine settimana e l'ultimo atto della rassegna, domenica 2 agosto, alle 19.00, sale sul Cretto il cantautore siciliano Dimartino con il concerto intitolato "L'improbabile piena dell'Oreto", una performance acustica per chitarra e voce dove la melodia d'autore dialoga direttamente con la solennità del paesaggio circostante. Clicca qui per acquistare il biglietto online
A sette anni dal suo ultimo album “Afrodite”, Dimartino presenta il suo quinto album di studio e il ritorno alla dimensione solista, dopo gli ultimi anni di progetti condivisi e collaborazioni. Ad anticipare il disco è "L’oro del fiume", il brano prodotto da Roberto Cammarata, che apre l’album e che ne introduce fin da subito l’immaginario sonoro e narrativo del nuovo capitolo discografico che prende forma attorno a un’immagine centrale: quella del fiume, luogo di mistero, ricerca e trasformazione.
Nel testo il cercatore d’oro diventa una figura simbolica che si muove nella corrente della vita inseguendo un obiettivo, salvo poi accorgersi che proprio quella ricerca rischia di allontanarlo da ciò che conta davvero. Tra immagini d’acqua, silenzi e correnti che trascinano indietro, il protagonista arriva a una resa consapevole: lasciare che l’oro resti lì dov’è, nel mistero del fiume.
L'incontro tra queste diverse espressioni artistiche offre una riflessione profonda sulla bellezza e sulla resistenza culturale nel cuore del Mediterraneo, confermando l'identità contemporanea e la vocazione visionaria di Gibellina.
Questo palcoscenico di terra e cemento, simbolo di rinascita artistica sulle macerie del terremoto, accoglie venerdì 31 luglio alle 19.00 le note intime e poetiche di Paolo Fresu alla tromba e flicorno insieme al bandoneon di Daniele di Bonaventura, capaci di creare un'atmosfera sonora sospesa nel tempo. Clicca qui per acquistare il biglietto online
Un dialogo in musica nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei. Protagonisti insieme alle voci corse del coro "A Filetta" del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell'omonimo disco pubblicato di recente dalla ECM, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura si ritrovano qui nella dimensione più ristretta del duo.
Un incontro, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, ormai ben rodato attraverso tanti concerti, compreso quello in versione speciale dedicato a Corto Maltese, il famoso personaggio dei fumetti creato dal grande Hugo Pratt, che tanto successo riscosse qualche anno fa a Palazzo Grassi a Venezia (con l'ausilio di una mostra fotografica proiettata in tempo reale da Pino Ninfa). Un concerto di grande effetto che vive di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell'universo musicale contemporaneo.
La sera successiva, sabato 1 agosto, sempre alle 19.00, lo spazio si riempie della forza espressiva del teatro con la voce di Marco Baliani, che guida il pubblico attraverso la forza del racconto scenico e dell'affabulazione in un progetto site-specific per il festival tratto dal racconto "Michele Kohlhaas" di H. von Kleist. Il testo è scritto da Marco Baliani e Remo Rostagno, per la regia di Maria Maglietta. Clicca qui per acquistare il biglietto online
La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500. Baliani, nel suo racconto orale, aggiunge allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma dalla sua esperienza, teatrale e narrativa, dal suo mondo di visioni e di poetica.
A suggellare l'intero fine settimana e l'ultimo atto della rassegna, domenica 2 agosto, alle 19.00, sale sul Cretto il cantautore siciliano Dimartino con il concerto intitolato "L'improbabile piena dell'Oreto", una performance acustica per chitarra e voce dove la melodia d'autore dialoga direttamente con la solennità del paesaggio circostante. Clicca qui per acquistare il biglietto online
A sette anni dal suo ultimo album “Afrodite”, Dimartino presenta il suo quinto album di studio e il ritorno alla dimensione solista, dopo gli ultimi anni di progetti condivisi e collaborazioni. Ad anticipare il disco è "L’oro del fiume", il brano prodotto da Roberto Cammarata, che apre l’album e che ne introduce fin da subito l’immaginario sonoro e narrativo del nuovo capitolo discografico che prende forma attorno a un’immagine centrale: quella del fiume, luogo di mistero, ricerca e trasformazione.
Nel testo il cercatore d’oro diventa una figura simbolica che si muove nella corrente della vita inseguendo un obiettivo, salvo poi accorgersi che proprio quella ricerca rischia di allontanarlo da ciò che conta davvero. Tra immagini d’acqua, silenzi e correnti che trascinano indietro, il protagonista arriva a una resa consapevole: lasciare che l’oro resti lì dov’è, nel mistero del fiume.
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