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Il mito risuona a Selinunte: Vinicio Capossela celebra i 20 anni di "Ovunque Proteggi"

Balarm
La redazione

Vinicio Capossela

Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato incontra un’opera che ha segnato la storia della musica italiana. Giovedì 16 luglio alle ore 20.00, lo straordinario scenario del Parco di Selinunte ospita un appuntamento imperdibile del Festival della Bellezza: Vinicio Capossela ripropone dal vivo, in occasione del suo ventesimo anniversario, il suo capolavoro "Ovunque Proteggi".

Non è una semplice celebrazione, ma di un progetto speciale che vede l’esecuzione integrale del disco di culto dell'artista con la sua formazione musicale completa. Un album nato per invocare protezione contro la caducità dell’esistenza trova così la sua perfetta risonanza tra le rovine di Selinunte, simbolo eterno dell'archetipo e del mito.

È lo stesso Vinicio Capossela a spiegare il senso profondo di questa operazione, rifiutando ogni intento puramente nostalgico: «Abbiamo deciso di eseguire "Ovunque Proteggi" a venti anni dalla sua pubblicazione, in una data speciale. Non si tratta di una operazione museale, ma di un intervento a cuore aperto.

Tante, profonde e rumorose sono le ragioni per le quali queste canzoni sono vive e sanguinano. È un disco nato dall’antichità, e nelle rovine trova il suo eco naturale. I Templi di Selinunte ci ricordano la grandezza e la finitezza del genere umano. La quotidianità che ci occupa la vita, nel momento in cui viene travolta dalla fine, è proiettata in un’immobile eternità: una condizione alla quale siamo costantemente esposti».

Pubblicato nel 2006 e vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto, "Ovunque Proteggi" è il sesto album di Capossela, acclamato unanimemente da pubblico e critica sia nazionale che internazionale (memorabile la definizione del Sunday Times: “canta come Tom Waits e scrive come Ovidio”).

L'album è un'opera nomade e visionaria, registrata tra grotte e chiese, che scava a fondo nelle Sacre Scritture, nella mitologia pagana e nell'antropologia. A vent'anni di distanza, questo concerto-evento dimostra che certe invocazioni non invecchiano, ma restano sospese per continuare a proteggerci.

L’evento è realizzato dal Festival della Bellezza in stretta collaborazione con il Parco archeologico di Selinunte. Promosso dal Ministero della Cultura, il Festival è una delle manifestazioni culturali più prestigiose e seguite in Italia (con oltre 370.000 follower sui social e 250 milioni di visualizzazioni video annue), capace di abitare 25 luoghi d’arte simbolo del patrimonio nazionale, da Piazza San Marco a Venezia a Villa Medici a Roma.

Il Festival torna a Selinunte ad agosto al Tempio di Hera con altri tre eventi: il 23 agosto con Stefano Massini in "La forza del simbolo", il 24 agosto con Umberto Galimberti in “Il simbolico sotteso alla follia dell’arte e alla follia d’amore” e il 26 agosto con Dario Fabbri in "Miti, mare, civiltà. Antropologia e destino".
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