"Il Ricercatore di Parole": il live show di Marco Raccuglia al Miles Davis Club di Palermo
Una vicenda straordinaria, ricca di stupore, bellezza e suggestioni sonore.
Prende ispirazione dal titolo del suo ultimo libro (Il Ricercatore di parole) il concerto di Marco Raccuglia, in programma giovedì 2 dicembre, alle 21.30, che lo vede protagonista sul palco del Miles Davis Jazz Club di Palermo.
Il cantautore siciliano, leader del gruppo "Tamuna", è cresciuto nel quartire della Zisa, che lo ha battezzato "ricercatore di parole". Crescendo, dopo avere ascoltato e osservato, fa suoi: concetti, ideali, forza, rabbia e desiderio di trasferire a Noi, più possibile, l’ideale comune di “lasciare traccia”, di descrivere un passato che aiuti il presente a fare spazio ad un futuro idealmente ricercato e attento.
Si ispira a personaggi come Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti, Vito Parrinello, Arthur Schopenhauer, Giovanni Falcone. Così inizia a scrivere le canzoni che suona facendosi accompagnare dallo strumento che sceglie lui e non il contrario: la chitarra.
Gavetta dura e reale nella sua Palermo che tanto ama ma anche tanto difficile e complicata, soprattutto nell’acquisire il nuovo.
Con umiltà e senso del dovere, perché a Palermo, di musica non si vive, il suo titolo di studio gli consente di acquisire concetti e formazione per gestire l’azienda familiare, un centro Ottico di sviluppo e vendita, ma il suo Amore è per la musica e le parole che danno il senso a tutto, continua e credendoci, acquisisce attraverso la partecipazione a concorsi nazionali , titoli e riconoscimenti.
Prende ispirazione dal titolo del suo ultimo libro (Il Ricercatore di parole) il concerto di Marco Raccuglia, in programma giovedì 2 dicembre, alle 21.30, che lo vede protagonista sul palco del Miles Davis Jazz Club di Palermo.
Il cantautore siciliano, leader del gruppo "Tamuna", è cresciuto nel quartire della Zisa, che lo ha battezzato "ricercatore di parole". Crescendo, dopo avere ascoltato e osservato, fa suoi: concetti, ideali, forza, rabbia e desiderio di trasferire a Noi, più possibile, l’ideale comune di “lasciare traccia”, di descrivere un passato che aiuti il presente a fare spazio ad un futuro idealmente ricercato e attento.
Si ispira a personaggi come Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti, Vito Parrinello, Arthur Schopenhauer, Giovanni Falcone. Così inizia a scrivere le canzoni che suona facendosi accompagnare dallo strumento che sceglie lui e non il contrario: la chitarra.
Gavetta dura e reale nella sua Palermo che tanto ama ma anche tanto difficile e complicata, soprattutto nell’acquisire il nuovo.
Con umiltà e senso del dovere, perché a Palermo, di musica non si vive, il suo titolo di studio gli consente di acquisire concetti e formazione per gestire l’azienda familiare, un centro Ottico di sviluppo e vendita, ma il suo Amore è per la musica e le parole che danno il senso a tutto, continua e credendoci, acquisisce attraverso la partecipazione a concorsi nazionali , titoli e riconoscimenti.














