Il ricovero dei senzatetto del Regno svela i suoi segreti: visite al Real Albergo delle Povere di Palermo
Il Real Albergo dei Poveri a Palermo
Terrazze, campanili, chiese sconosciute, palazzi privati, giardini, ex fabbriche, manifatture artigiane: sono 130 quest’anno i luoghi che il Festival "Le Vie dei Tesori" apre nei cinque weekend compresi tra il 5 ottobre e il 4 novembre a Palermo, la città Capitale della Cultura 2018 dove la manifestazione è nata nel 2006 e dove è giunta alla sua dodicesima edizione.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
Apre eccezionalmente l’ala del Real Albergo delle Povere, complesso di proprietà dell’Istituto Principe di Palagonia e Conte Ventimiglia, con la chiesa, il chiostro, lo straordinario crocifisso, la stanza degli archivi, gli antichi lavatoi.
È la parte sconosciuta del grande edificio monumentale voluto da Carlo III di Borbone, per accogliere in un ospizio gli indigenti della città. La sontuosa costruzione, per la quale lavorarono architetti di fama come Furetto, Marvuglia, Marabitti e Palma, fu realizzata in stile barocco.
Iniziata nel 1744, a causa di ritrovamenti archeologici e della carenza di fondi, fu ultimata solo nel 1834.Gli ospiti del Real Albergo dei Poveri erano "misti" fino al 1898; poi tutti gli uomini furono trasferiti altrove e rimasero solo le donne.
Nei primi anni dell’Ottocento, venne impiantata nell’edificio una fabbrica manufatturiera, l’Opificio della seta, che funzionò alacremente fino al 1900.
La visita ha una durata di 40 minuti ed è parzialmente accessibile ai disabili.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
Apre eccezionalmente l’ala del Real Albergo delle Povere, complesso di proprietà dell’Istituto Principe di Palagonia e Conte Ventimiglia, con la chiesa, il chiostro, lo straordinario crocifisso, la stanza degli archivi, gli antichi lavatoi.
È la parte sconosciuta del grande edificio monumentale voluto da Carlo III di Borbone, per accogliere in un ospizio gli indigenti della città. La sontuosa costruzione, per la quale lavorarono architetti di fama come Furetto, Marvuglia, Marabitti e Palma, fu realizzata in stile barocco.
Iniziata nel 1744, a causa di ritrovamenti archeologici e della carenza di fondi, fu ultimata solo nel 1834.Gli ospiti del Real Albergo dei Poveri erano "misti" fino al 1898; poi tutti gli uomini furono trasferiti altrove e rimasero solo le donne.
Nei primi anni dell’Ottocento, venne impiantata nell’edificio una fabbrica manufatturiera, l’Opificio della seta, che funzionò alacremente fino al 1900.
La visita ha una durata di 40 minuti ed è parzialmente accessibile ai disabili.
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