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Impercettibili segnali in "Una notte sbagliata": a Gibellina il teatro di post-narrazione di Marco Baliani

Marco Baliani in "Una notte sbagliata" (foto di Marco Parollo)

Come si manifesta l’Assurdo? Ci sono segnali che possano mettere in allarme prima che la terribilità del caso si metta in moto e precipiti negli eventi? È da questi interrogativi che prende le mosse "Una notte sbagliata", spettacolo di e con Marco Baliani in scena a Gibellina in occasione delle Orestiadi 2019 (leggi qui per saperne di più).

Diretto da Maria Maglietta, lo spettacolo vede sul palco le scene e le luci di Lucio Diana e le musiche di Mirto Baliani (produzione Marche Teatro).

Piccoli, minuscoli segnali di allarme che spesso vengono trascurati: proprio in questa "notte sbagliata" Tano, il protagonista della storia, avverte qualcosa.

Sul punto di uscire da casa lo attraversa un breve ma intenso brivido, inspiegabile, che lo fa esitare. Ma esce comunque e si inerpica tra quei casermoni scuri di una periferia che è lo scenario ideale in cui l'Assurdità del mondo si manifesta, lì dove alberga l’impotenza, la frustrazione di chi è costretto a immaginare mondi che non possiederà mai.

Quello di "Una storia sbagliata" è un teatro di post-narrazione, in cui il linguaggio orale del racconto non riesce più a dispiegarsi in un andamento lineare ma si frantuma, produce loop verbali in cui il Tempo oscilla, senza obbligati nessi temporali. 

Flussi di parole che si dipanano apparentemente senza un senso logico ma che nel contempo cercano disperatamente di circoscrivere l’accadimento di quella "notte sbagliata": una manciata di minuti, in fondo, che in scena si amplifica e diviene big bang di quell’universo di periferia risucchiando come un buco nero anche chi non è lì su quel pratone d’erba polverosa, ma vicino ai cuori e alle coscienze di chi sta agendo.

Un turbine linguistico sostenuto da un corpo che agisce l’evento in maniera performativa, un corpo che si metamorfizza a mano a mano che l’azione prosegue, con gesti che richiamano le esperienze della body art degli anni settanta, marchiando il corpo come fosse la tela dove l’Assurdo si mostra pienamente, al di là perfino delle parole.

Per partecipare è necessario acquistare i ticket online sul sito web della Fondazione Orestiadi: il biglietto intero ha un costo di 15 euro; il ridotto ha un costo di 10 euro ed riservato a studenti universitari (in possesso di libretto in corso di validità), giovani under 25, residenti nel Comune di Gibellina, soci Unpli, possessori biglietto Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, possessori biglietto di Siracusa Teatro Greco Stagione 2019, Fondazione INDA e CRAL dipendenti Regione Siciliana (con tessera in corso di validità).

Fondazione Orestiadi

Baglio di Stefano, Contrada Salinella - 91024 Gibellina (Tp)
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