"In alto mare", lo spettacolo di Slawomir Mrozek al Teatro Zeta di Termini Imerese
In programma al TeatroZeta di Termini Imerese lo spettacolo "In alto mare" di Slawomir Mrozek, portato in scena dalle allieve Irene Costantino, Mirella Giallombardo e Liliana Sinagra.
Con la regia di Piero Macaluso, le attrici sono protagoniste in un atto unico, scritto nel 1961, del drammaturgo e scrittore polacco Mrozek, esponente nella sua prima produzione del "teatro dell'assurdo". La storia racconta di tre uomini perduti in mare che, finiti i viveri, decidono di sacrificare uno di loro per nutrire i restanti due.
Ma decidere chi sarà la vittima innescherà una serie di stratagemmi ed espedienti, alleanze e strategie, fino a convincere uno dei tre a sacrificarsi. Ma i tre non sono soli, arriva un postino, interpretato da Francesca Cimino, che porterà una notizia che sembrerà cambiare il corso degli eventi.
È una parabola disperatamente sarcastica della catastrofica condizione umana e delle sue leggi paradossali, svelate attraverso una progressione grottesca che si innalza fino alle vette dell’assurdo. La messa in scena è semplice e rigorosa, secondo le indicazioni dello stesso autore, ma anche per far risaltare la dialettica a tratti feroce e spietata.
Con la regia di Piero Macaluso, le attrici sono protagoniste in un atto unico, scritto nel 1961, del drammaturgo e scrittore polacco Mrozek, esponente nella sua prima produzione del "teatro dell'assurdo". La storia racconta di tre uomini perduti in mare che, finiti i viveri, decidono di sacrificare uno di loro per nutrire i restanti due.
Ma decidere chi sarà la vittima innescherà una serie di stratagemmi ed espedienti, alleanze e strategie, fino a convincere uno dei tre a sacrificarsi. Ma i tre non sono soli, arriva un postino, interpretato da Francesca Cimino, che porterà una notizia che sembrerà cambiare il corso degli eventi.
È una parabola disperatamente sarcastica della catastrofica condizione umana e delle sue leggi paradossali, svelate attraverso una progressione grottesca che si innalza fino alle vette dell’assurdo. La messa in scena è semplice e rigorosa, secondo le indicazioni dello stesso autore, ma anche per far risaltare la dialettica a tratti feroce e spietata.














