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"In Memoria" di Paolo Borsellino: il Teatro Massimo di Palermo ricorda Via d'Amelio

  • Teatro Massimo - Palermo
  • 19 luglio 2026
  • 21.00
  • Da 12 a 30 euro
  • Biglietti acquistabili online sul sito del teatro o al botteghino (in piazza Giuseppe Verdi, aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 15.30 tel. 091 6053580 o chiamando il Call Center al numero 091 8486000 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00, per acquistare anche telefonicamente)
Balarm
La redazione
Anche quest’anno la Fondazione Teatro Massimo commemora l'anniversario della strage di via D'Amelio con il concerto "In Memoria", in scena domenica 19 luglio alle 21.00 in Sala Grande, e dedicato al giudice Paolo Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

Protagonista del concerto è l’organico vocale guidato dal Maestro Salvatore Punturo, che dirige il Coro di voci bianche, la Cantoria (diretta da Giuseppe Ricotta) e il Coro femminile della Fondazione, accompagnati al pianoforte da Claudio Marchetti.

Il programma del concerto prevede un percorso emozionale che unisce spiritualità e riflessione civile. Il Coro di voci bianche apre con Adiemus di Karl Jenkins, Siamo piccoli cantori di Alberto Maniaci, i brani Can you hear me? e Like a rainbow di Bob Chilcott, fino al celebre Somewhere di Leonard Bernstein e a Se di Ennio Morricone.

La Cantoria si cimenta in un omaggio ai Beatles arrangiato da Giuseppe Ricotta, per poi unirsi al Coro di voci bianche in This wandering day di Bear McCreary e nella Contemporary Mass n. 2 – “Miserere Nobis” composta dallo stesso Ricotta.

Il cuore della concerto è la prima esecuzione assoluta di “A questa città vorrei dire”, una composizione commissionata dalla Fondazione Teatro Massimo alla pluripremiata compositrice palermitana Maria Chiara Casà, classe 1994. Scritta per Coro femminile, Coro di voci bianche e Cantoria, l’opera porta in scena un testo in latino denso di spiritualità e speranza e unisce il ricordo, la forza delle nuove generazioni e la musica contemporanea.

Nelle note di sala, la compositrice esprime con fermezza la scelta etica e artistica alla base del pezzo: «Alla mafia non potevo in alcun modo associare niente che fosse musica o note, nemmeno le dissonanze meritano tanto» spiega Maria Chiara Casà.

«Pertanto spero che il Coro perdonerà la mia richiesta di scendere al compromesso di toccare certe bassezze sonore ed esperimenti tribali che ho trovato come unica soluzione per la descrizione, in partitura, della sottospecie mafiosa. All’antimafia, agli eroi, agli uomini e alle donne che hanno lottato e lottano ogni giorno per la Giustizia va la Musica e l’eternità della Bellezza che [...] si ricompone e torna a camminare sulle gambe delle nuove generazioni».

Maria Chiara Casà, talento versatile della nuova scuola compositiva italiana, spazia dalla musica sinfonica alle colonne sonore cinematografiche e teatrali, vantando tra i suoi ultimi lavori le musiche per la serie cult “Boris 4” su Disney+ e le pellicole internazionali “Daemon mind” e “Dimension slip”. Edita da Sonzogno e Universal Edition, ha già ricevuto commissioni da vari teatri europei e torna al Teatro Massimo dove, nel 2015, aveva già diretto la prima di una sua opera alla presenza di Sofija Gubajdulina.

Il concerto si configura così non solo come un atto di memoria storica, ma come un autentico passaggio di testimone, dove le voci dei più giovani, attraverso l'eternità della bellezza, riaffermano il rifiuto della violenza mafiosa e l'amore per la propria città.
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