In moto sì, ma per terapia: a Palermo "Due ruote per l'autismo", un'esperienza divertente e inclusiva
A piazza Sant'Erasmo, nei pressi del Foro Italico a Palermo, le associazioni ParlAutismo e Motoclub Steel Bikers organizzano, domenica 7 novembre alle ore 9.30, la terza edizione di "Due ruote per l’autismo", una giornata dedicata ai ragazzi affetti da disturbo dello spettro autistico.
Percorrendo la Costa Sud di Palermo, i ragazzi possono provare l’ebbrezza di salire su una moto e, abbracciati ai volontari del club, vivere un’esperienza unica e dall’impatto fortemente emotivo.
Una giornata all’insegna del divertimento e dell’inclusione e, senza rendersene conto, anche di grande terapia perché l’esperienza, li può aiutare anche ad avere maggiore cognizione dello spazio e del tempo, tolleranza ai rumori, risposta agli stimoli esterni e benefici nel campo delle relazioni.
«Sono percorsi realmente inclusivi negli spazi della quotidiana realtà che fanno felici i nostri figli – spiega Rosi Pennino presidente di ParlAutismo - I nostri ragazzi non guideranno mai né un’auto né una moto. Dare a loro questa opportunità significa far vivere loro uno spazio di normalità, far provare loro un’esperienza nella vita che a causa della loro patologia è preclusa. Sono state coinvolte le famiglie e le associazioni in rete».
Percorrendo la Costa Sud di Palermo, i ragazzi possono provare l’ebbrezza di salire su una moto e, abbracciati ai volontari del club, vivere un’esperienza unica e dall’impatto fortemente emotivo.
Una giornata all’insegna del divertimento e dell’inclusione e, senza rendersene conto, anche di grande terapia perché l’esperienza, li può aiutare anche ad avere maggiore cognizione dello spazio e del tempo, tolleranza ai rumori, risposta agli stimoli esterni e benefici nel campo delle relazioni.
«Sono percorsi realmente inclusivi negli spazi della quotidiana realtà che fanno felici i nostri figli – spiega Rosi Pennino presidente di ParlAutismo - I nostri ragazzi non guideranno mai né un’auto né una moto. Dare a loro questa opportunità significa far vivere loro uno spazio di normalità, far provare loro un’esperienza nella vita che a causa della loro patologia è preclusa. Sono state coinvolte le famiglie e le associazioni in rete».














