"L’estetica della vertigine": corpus di opere dell’artista spagnola Marina Vargas
"Cuando la noche"
Per la prima volta alla galleria d’arte XXS aperto al contemporaneo, la personale dell’artista spagnola Marina Vargas visibile dal 22 giugno al 21 luglio. Il lessico poliglotta dell’artista, emerge nella realizzazione di opere scultoree e tecniche miste su carta.
Un corpus di opere dove il linguaggio del biologico e del biomorfico crea una dicotomia strutturale del rapporto tra la vita e la morte in un universo metaforicamente simbolista, in cui brutalità e bellezza si fondono nell’analisi di culture arcaiche e contemporanee.
La Vargas interpreta il tema arcaico della Vanitas nella realizzazione di teschi e cuori in porcellana, impreziositi da reticolati grafici e macchie di vernice dalle sfolgoranti cromie, come simbolo non più della caducità ma della rinascita spirituale.
Nelle opere su carta, l’artista interpretando il tema della morte come azione cosciente di un’epurazione che genera un progressivo cambiamento, rappresenta simboli del sacro e del profano dai toni argentei su sfondo nero, enfatizzandone l’alone enigmatico e misterico e conferendone un significato escatologico pertinente all’interpretazione del destino ultimo dell’uomo e del proprio universo interiore.
Un corpus di opere dove il linguaggio del biologico e del biomorfico crea una dicotomia strutturale del rapporto tra la vita e la morte in un universo metaforicamente simbolista, in cui brutalità e bellezza si fondono nell’analisi di culture arcaiche e contemporanee.
La Vargas interpreta il tema arcaico della Vanitas nella realizzazione di teschi e cuori in porcellana, impreziositi da reticolati grafici e macchie di vernice dalle sfolgoranti cromie, come simbolo non più della caducità ma della rinascita spirituale.
Nelle opere su carta, l’artista interpretando il tema della morte come azione cosciente di un’epurazione che genera un progressivo cambiamento, rappresenta simboli del sacro e del profano dai toni argentei su sfondo nero, enfatizzandone l’alone enigmatico e misterico e conferendone un significato escatologico pertinente all’interpretazione del destino ultimo dell’uomo e del proprio universo interiore.
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