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La Grecia e la Sicilia: un dialogo tra storia e contemporaneità in mostra per "Icone"

  • Ex chiesa di Sant'Agostino, piazza IX Aprile - Taormina (Me)
  • Dal 13 dicembre 2019 al 18 aprile 2020 (evento rinviato a data da destinarsi)
  • Visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
  • Ingresso gratuito
Balarm
La redazione

Particolare dell'icona Madonna Odigitria, Ioannikios (seconda metà del XVII secolo) - Museo Diocesano Monreale

Dopo il successo della prima esposizione al Museo Diocesano di Monreale, la mostra "Icone. Tradizione/Contemporaneità" si sposta nella suggestiva cornice dell'Ex chiesa di Sant’Agostino, nel cuore del centro storico di Taormina, territorio ricco di testimonianze d'arte greca e bizantina. 

Un connubio tra antico e moderno che giustappone sei artisti italiani e sei artisti greci (distinti e distanti tra loro per stile, visione ed epoca), in un luogo vincente. 

La mostra è curata da Francesco Piazza che ne è l'ideatore insieme a Vassilis Karampatsas, coordinatore dell'intero progetto e da Giovanni Travagliato che si è occupato della parte riguardante le icone storiche. Nella Sala Giovanni di Giovanni, infatti, incorniciate dai numerosi libri che compongono uno dei Fondi antichi più importanti della Sicilia, trovano posto alcune tra le più suggestive Icone della Sicilia Nord-Occidentale realizzate da iconografi greci che si trasferirono nell'Isola tra il XVII e il XVIII secolo e che realizzarono dei capolavori tutt'ora conservati nelle chiese di Piana degli Albanesi e Mezzojuso. 



Tra queste sicuramente merita una menzione speciale la "Epì soi chaìrei", tavola raffigurante il Theotòkion, antico inno alla Madre di Dio attribuito a San Giovanni Damasceno e la Croce astile bifacciale proveniente da Mezzojuso; una croce processionale finemente decorata con i temi di "Staùrosis" (la crocifissione) e la "Anàstasis" (la resurrezione), e la "Madonna Odighitria" del maestro Joannikios da Cornero, proveniente dal Museo Diocesano di Monreale. 

Alle icone storiche si affiancano 12 opere contemporanee di artisti siciliani e greci (Manolis Anastasakos, Dimitris Ntokos, Nikos Moschos, Kostantinos Papamichalopoulos, Zoi Pappa, Christos Tsimaris, mentre gli artisti siciliani sono Giuseppe Bombaci, Sandro Bracchitta, Giorgio Distefano, Roberto Fontana, Antonino Gaeta e Ignazio Schifano) che si sono misurati con il tema sacro, reinterpretandolo.

L’allestimento evidenzia il rapporto tra le icone antiche e i dipinti di nuova produzione, che ogni artista elabora secondo la propria poetica e cifra stilistica, mantenendo intatta l'iconografia originale pur attingendo al proprio background culturale e al proprio vissuto, per raccontare, in forme nuove e attuali, il tema del sacro. 

Le icone, sia quelle ereditate da generazioni passate, sia quelle prodotte in tempi più recenti, testimoniano una continuità di fede e di espressione artistica memore di antiche ed originali tradizioni figurative e liturgiche. 

Il progetto vuole porre l'attenzione anche sulle diverse contestualizzazioni locali, sulle scuole e gli iconografi del XVII secolo, come Ioannìkios Cornero (o Gornero) da Candia, pittore dotato di eccezionale forza e resistenza, alla tradizione iconografica, che nel piccolo centro di Mezzojuso avviò una pregevole produzione artistica post-bizantina. A lui sono attribuite alcune icone ancora esistenti nelle chiese di Mezzojuso, Piana degli Albanesi e nel Museo Diocesano di Monreale. 

L'immancabile catalogo a corredo della mostra palesa l'importanza di eventi culturali di alto profilo artistico in cui il vero protagonista diviene il fruitore. 

Taormina

Ex chiesa di Sant'Agostino
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