"La Sicilia e le donne nella monarchia ispanica": la conferenza (in italiano e spagnolo) a Palermo
In occasione della felice ricorrenza che vede da 15 anni l'Istituto Cervantes presente nella città di Palermo, per martedì 30 novembre, è in programma la conferenza "La Sicilia e le donne nella monarchia ispanica: connettrici e mediatrici culturali nell'Età Moderna".
L'incontro, che si svolge in lingua spagnola con traduzione consecutiva in italiano e in presenza, dalle ore 18.00, presso la chiesa Santa Eulalia dei Catalani (via Argenteria, 19), rientra nel ciclo stabile donne in lingua spagnola e vede come relatrice la professoressa Carmen Sanz Ayán.
La monarchia ispanica nei secoli XVI e XVII non era una forma statale unitaria e accentratrice, ma piuttosto un insieme di regni e altri tipi di formazioni politiche collegate tra loro da un legame di dipendenza dallo stesso monarca.
In questa singolare struttura si sono generati discorsi di incorporazione e partecipazione in cui i territori siciliani si sono integrati fin dall'inizio.
La presenza del viceré e le mobilità transnazionali hanno favorito una moltitudine di legami e scambi familiari e personali, realizzati in alta percentuale da donne.
Esse sono state interpreti e strumenti di una Storia del Potere in cui lo scambio culturale, inteso in senso lato, ha acquisito un grande protagonismo.
L'incontro, che si svolge in lingua spagnola con traduzione consecutiva in italiano e in presenza, dalle ore 18.00, presso la chiesa Santa Eulalia dei Catalani (via Argenteria, 19), rientra nel ciclo stabile donne in lingua spagnola e vede come relatrice la professoressa Carmen Sanz Ayán.
La monarchia ispanica nei secoli XVI e XVII non era una forma statale unitaria e accentratrice, ma piuttosto un insieme di regni e altri tipi di formazioni politiche collegate tra loro da un legame di dipendenza dallo stesso monarca.
In questa singolare struttura si sono generati discorsi di incorporazione e partecipazione in cui i territori siciliani si sono integrati fin dall'inizio.
La presenza del viceré e le mobilità transnazionali hanno favorito una moltitudine di legami e scambi familiari e personali, realizzati in alta percentuale da donne.
Esse sono state interpreti e strumenti di una Storia del Potere in cui lo scambio culturale, inteso in senso lato, ha acquisito un grande protagonismo.














