TEATRO E CABARET

La tragedia di un eroe senza tempo: Salvatore Nocera è "Hotello con l'H" allo Spazio Franco

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    24 febbraio 2020

Salvatore Nocera in "Hotello con l'H"

L'immortale dramma della "gelosia" arriva sul palcoscenico dello Spazio Franco di Palermo (Cantieri culturali alla Zisa di Palermo): "Hotello con l'H" riscrive il capolavoro di Shakespeare, e lo fa mostrandone la cruda e lampante contemporaneità.

Lo spettacolo vede l’attore e performer Salvatore Nocera, già noto al grande pubblico come protagonista degli spettacoli di Rosario Palazzolo, cimentarsi con un coraggiosissimo e visionario assolo shakesperariano impreziosito dai costumi e dalla scenografia di Dora Argento e dalle musiche composte da Aldo Giordano. Produzione Teatro22 e InArte Segni di residenza - Spazio Franco.

Nell’Otello di Shakespeare protagonista assoluta è la parola: nulla accade, se non attraverso la parola, a prescindere dai diversi temi trattati. Temi universali, che appartengono all'umanità tutta in ogni tempo: l’amore e la gelosia, il potere, l’inganno e la follia. 

Otello ci dona l’immagine di un uomo che, seppur appartenente a un'altra epoca, è un moderno eroe tragico che subisce una rovinosa caduta proprio per il suo essere imprescindibilmente umano, incapace di leggere il mondo.

Non solo strumento. Non più rappresentazione, semplice o complessa. La parola è essa stessa realtà. Vera o presunta. Corrotta. Ingannata e distorta. Rendendo la conoscenza impossibile. E portando alla catastrofe.
 
A distanza di quattrocento anni è difficile trovare un'opera più attuale di questa, in un mondo in cui la rappresentazione della realtà e l’apparenza sono diventate più importanti della realtà stessa.

Tra drammaturgie contemporanee e attente ai temi dell’attualità, nuove espressioni della performing art, danza contemporanea e nuovi linguaggi scenici che affrontano testi universali, "Hotello con l'H" si inserisce nell'ambito di "Scena Nostra", la stagione 2020 dello Spazio Franco diretta artisticamente da Giuseppe Provinzano.
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