"Le porte della percezione": mostra di pittura di Ignazio Pandolfo a Messina
L'artista Ignazio Pandolfo
Il teatro Vittorio Emanuele di Messina ospita la mostra pittorica "Le porte della percezione" di Ignazio Pandolfo nell'ambito del progetto “Opera al centro”, curato da Giuseppe La Motta e promosso dalla Sezione Arti Visive del Teatro Vittorio Emanuele.
Ignazio Pandolfo, che è stato docente universitario fino al 2010, ha sempre affiancato alle proprie funzioni professionali attività di tipo creativo. Egli, infatti, a tutt'oggi, continua a praticare la pittura sia figurativa che informale, passione che negli anni si è concretizzata nella partecipazione a numerose mostre collettive e personali, sia a Messina che in ambito nazionale (Firenze, Cremona, Milano, Bari, Foggia, Catania) che all'estero (Parigi, San Pietroburgo, Londra).
Nell'ambito delle arti visive, ha affrontato sia i temi della figurazione, inizialmente ispirandosi a modelli derivanti dalla iconografia della pittura orientale per poi affrontare, in un successivo percorso di maturazione stilistica e tecnica, tematiche affini al surrealismo o a carattere francamente simbolistico.
In una seconda fase, alla sua produzione figurativa si sono affiancati una serie di cicli più propriamente attinenti all'astrazione e all'informale con sconfinamenti anche nella fotografia digitale, sovente contaminata da interventi pittorici.
Ignazio Pandolfo, che è stato docente universitario fino al 2010, ha sempre affiancato alle proprie funzioni professionali attività di tipo creativo. Egli, infatti, a tutt'oggi, continua a praticare la pittura sia figurativa che informale, passione che negli anni si è concretizzata nella partecipazione a numerose mostre collettive e personali, sia a Messina che in ambito nazionale (Firenze, Cremona, Milano, Bari, Foggia, Catania) che all'estero (Parigi, San Pietroburgo, Londra).
Nell'ambito delle arti visive, ha affrontato sia i temi della figurazione, inizialmente ispirandosi a modelli derivanti dalla iconografia della pittura orientale per poi affrontare, in un successivo percorso di maturazione stilistica e tecnica, tematiche affini al surrealismo o a carattere francamente simbolistico.
In una seconda fase, alla sua produzione figurativa si sono affiancati una serie di cicli più propriamente attinenti all'astrazione e all'informale con sconfinamenti anche nella fotografia digitale, sovente contaminata da interventi pittorici.
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