"Les Amants": la mostra dell'artista Puccio al Teatro Vittorio Emanuele di Messina
"Tutto s'illumina" di Puccio
Venerdì 27 maggio, alle ore 18.30, presso la Sala Espositiva del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, per la rassegna L’Opera al Centro curata da Giuseppe La Motta, ha luogo il vernissage della mostra "Les Amants", dell’artista Puccio, introdotto dal testo critico a cura della storica e critica d’arte Mariateresa Zagone.
La mostra resta visitabile sino all’8 giugno, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.30.
Si tratta di dipinti e disegni, quasi tutti inediti, risalenti agli anni 1979-1992 la cui cifra stilistica è da rintracciare nel plasticismo vigoroso, nel monumentalismo e nell’arcaismo mitico della relazione uomo-natura.
Le figure degli amanti, inizialmente sottili ed allungate, progressivamente acquisiscono plasticità. Sono immagini riconoscibili e al contempo evocative del vissuto individuale.
Su tutto domina lo Stretto, le montagne dell’Aspromonte come orizzonte certo, gli intonaci rossi e gialli, gli interni essenziali che si aprono sul mare, il profilo inciso dalle taglienti linee di contorno, le grandi madri o i bagnanti. Sono forme semplificate, ferme in un tempo che è quello dell'attesa nel cui universo immobile riecheggia la sospensione temporale di certa pittura metafisica.
La mostra resta visitabile sino all’8 giugno, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.30.
Si tratta di dipinti e disegni, quasi tutti inediti, risalenti agli anni 1979-1992 la cui cifra stilistica è da rintracciare nel plasticismo vigoroso, nel monumentalismo e nell’arcaismo mitico della relazione uomo-natura.
Le figure degli amanti, inizialmente sottili ed allungate, progressivamente acquisiscono plasticità. Sono immagini riconoscibili e al contempo evocative del vissuto individuale.
Su tutto domina lo Stretto, le montagne dell’Aspromonte come orizzonte certo, gli intonaci rossi e gialli, gli interni essenziali che si aprono sul mare, il profilo inciso dalle taglienti linee di contorno, le grandi madri o i bagnanti. Sono forme semplificate, ferme in un tempo che è quello dell'attesa nel cui universo immobile riecheggia la sospensione temporale di certa pittura metafisica.
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