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Controversie metafisiche tra sordi: ovvero come discutere non ascoltandosi

Controversie metafisiche tra sordi: ovvero come discutere senza ascoltarsi. A mettere in scena il dibattito impossibile tra contendenti è Nicola De Domenico, già professore di Filosofia morale all’Università di Palermo e adesso ideatore di una singolare messa in scena giocata proprio sul filo del ragionamento.

La controversia, intitolata “In tristitia hilaris” (cioè allegro nella tristezza, dal motto di Giordano Bruno) andrà in scena allo Steri nella chiesa di Sant’Antonio Abate. È l’epilogo di un ciclo iniziato nel novembre del 2012 da De Domenico, con l’intento di provare a ridere della filosofia mettendo in scena dibattiti fra contendenti che non si ascoltano, perché costitutivamente non lo possono.

Nei precedenti incontri al centro della controversia c’erano temi come “Do you need philosophical counseling?” o “Bioetica, una vita per il sesso?”. Monologhi, soliloqui, confessioni e letture di De Domenico, con alterne evocazioni di personaggi come i chiarissimi dottori Peppino Graziano Maggiore, Peppino Graziano Minore, Pierio Devoto-Misposi e Attila Dappertutto e le interferenze di Santippe (Anna De Domenico Sica) e Ipazia Malandrino (Giusi Tamburello). In scena domani anche Saša Nicotra, Davide Calandra, Alessia Catalano, Maria Rosa Ingorgia, Giuseppe Stagno.

Arrangiamenti musicali di Daniele Prestigiacomo e Mauro Cassarà, tecnico di scena Mauro Cassarà. “La domanda che circoscrive l’orizzonte di questa nostra ultima controversia – dice De Domenico - è il motto che Giordano Bruno, academico di nulla academia, appose alla sua commedia Il candelaio (1582): In tristitia hilaris, in hilaritate tristis. Se il mondo è un girone infernale, e se non lo si può cambiare, è meglio almeno comprenderlo”.

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