Incontro sulla legalità all´Auditorium. Proiezione del documentario la "Tela stracciata"
L'Auditorium ospiterà la proiezione del documentario la "Tela stracciata" di Giancarlo Licata , ricostruzione, con documenti d'epoca, della stagione delle stragi del '92 e della rivolta civile di Palermo. All'incontro che seguirà parteciperanno fra gli altri il pubblico ministero Nino Di Matteo, il presidente nazionale della associazioni anti racket Tano Grasso, il direttore di RAI Teche Barbara Scaramucci, l'autore del reportage.
Sarà un'occasione per riflettere sul lungo cammino percorso ma anche sui "buchi" di conoscenza e responsabilità che restano da colmare a cominciare dai complici che armarono la mano stragista. A vent’anni di distanza, seguendo lo scorrere delle ore, il documentario ripercorre quei difficili 57 giorni (1367 ore) fra la strage dell’autostrada Palermo – Punta Raisi, nella quale morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca e gli agenti della scorta, e l’attentato di via D’Amelio, dove persero la vita Paolo Borsellino e i poliziotti della sua scorta.
La lettura di quei giorni è rigorosa: il documentario segue passo dopo passo gli eventi utilizzando esclusivamente i servizi allora mandati in onda dai telegiornali delle tre reti della Rai e i conduttori del tempo che diventano il filo conduttore dell’intero racconto. Servizi sulle stragi, ma anche sulla reazione sociale all’attacco della mafia allo Stato, come la nascita del Comitato dei Lenzuoli e delle associazioni antimafia, la catena umana, la marcia dei sindacati confederali che portò a Palermo oltre 100 mila persone con lo slogan “Italia parte civile”. E ancora: la contestazione in chiesa, l’elezione del nuovo Capo dello Stato, le reazioni di una politica in piena tangentopoli che stava perdendo il consenso della gente. La cronaca, dunque, diventa Storia.
Paolo Borsellino sa bene di essere il successivo bersaglio della mafia: nonostante le informative del Ros, le dichiarazioni dei pentiti, gli avvertimenti dei collaboratori della polizia, nulla serve a fermare la furia omicida. Il magistrato capisce e nella sua ultima presenza pubblica alla Biblioteca Comunale di Palermo lascia un forte testamento morale. Borsellino a fine giugno sa della “trattativa” fra Stato e mafia per fermare le stragi e per limitare il carcere duro ai boss condannati al maxiprocesso. Si oppone decisamente, strappa quella tela tessuta senza pensare ai tanti morti di mafia. Il 19 luglio sarà ucciso.














