"La mia India": il racconto del cronista-viaggiatore e giornalista Antonio Ortoleva
C'è una storia che tutti i popoli dell’India conoscono sin da piccoli e si raccontano nei rari momenti di sconforto: quando un’avversità bussa alla tua porta, tu apri e falla entrare. Non è un Paese, l’India.
E neanche un subcontinente, a dispetto delle fredde definizioni da sussidiario. È un mondo intero, una storia millenaria, una lezione di vita tra mare e montagne, piogge torrenziali e caldo opprimente, bellezza da fermare il respiro e miseria da far piangere, la fede più antica del mondo e il coraggio di non piegarsi, mai.
La racconta con lucidità, curiosità, intelligenza e lo sguardo vigile del cronista-viaggiatore che nulla osserva senza provare a comprendere, Antonio Ortoleva, giornalista di lungo corso del "Giornale di Sicilia" e autore di "C’era una volta l’India, e c’è ancora", fresco di stampa per l’editore Navarra.
Un viaggio a gennaio di quest’anno, un mese tra le province del Nord e New Delhi, in compagnia di amici siciliani profondi conoscitori della realtà indiana, e – a compimento di un’esperienza unica, complessa, sfaccettata – le pagine di questo reportage, un po’ diario di viaggio e un po’ fenomenologia intima di una terra che non basterebbe una vita per svelare.
"Racconto l’incanto della mia prima volta in India", dice Ortoleva, che presenterà il volume insieme con il giornalista Giuseppe Liga, autore di un intervento pubblicato nel testo accanto a quello dello psichiatra Roberto Ortoleva.
"Incanto che nasce dagli splendidi colori della terra, del paesaggio, dei tessuti indossati, ma anche dalla forza con cui questa gente affronta il disagio, alzando sempre di più l’asticella della sofferenza". Dieci foto completano il libro, insieme con una breve antologia dedicata ai mistici indiani che hanno affascinato l’Occidente negli ultimi cinquant’anni.
"Le vie dei tesori" propone ai cittadini un’alleanza nel segno della cultura, della conoscenza, della riappropriazione degli spazi. E di contro, offre ai visitatori esterni un sistema-Palermo ricco di itinerari, di nuove prospettive, di nuovi spunti di dialogo, di nuove forme di accoglienza.
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