Matteo Di Gesù in "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl´italiani" di Giacomo Leopardi
Il contemporaneo letto ed esplorato attraverso un libro. È questa l’idea che guida questo ciclo d’incontri, giunto alla sua 2a edizione, che propone uno sguardo sul nostro tempo mediato da una “lettura ad alta voce”. Sei incontri in cui ad interrogarsi su cosa sia davvero il contemporaneo sono sei uomini di cultura della nostra città invitati a selezionare un libro e pre-sentarlo al pubblico attraverso una relazione “abitata” da letture e performance interpretative, affidate ai diversi linguaggi delle arti.
Un relatore, due lettori, un musicista e una performance costituiranno, pertanto, il setting di ogni incontro; uno spazio in cui parola, corpo, suono e azione costruiranno la rappresentazione che ciascun relatore farà del suo libro (un romanzo, un saggio, un poema o una sceneggiatura) proposto come viatico che ci aiuti a leggere e a comprendere il contemporaneo; un accadimento attraverso cui la parola raccontata, letta, recitata, o interpretata dai linguaggi delle arti, coniughi i diversi sensi con cui possiamo accoglierla dentro di noi.
Insieme a Matteo Di Gesù leggeranno Serena Barone e Stefania Blandeburgo, musiche a cura di Dario Lo Cicero. Leopardi è un autore del futuro, per molte ragioni. Perché è un poeta e uno scrittore da rileggere per intero, anzi da leggere per la prima volta: dopo che avremo finito di liberare i suoi libri dalle incrostazioni critiche fuorvianti, dai luoghi comuni, dalle banalizzazioni scolastiche tramandatesi di generazione in generazione con una persistenza degna di miglior causa, finalmente scopriremo un autore colmo di ironia, passione, anticonformismo, desiderio, disperata vitalità.
Ma Leopardi è un autore del futuro anche perché, tanto nella sua elaborazione filosofica quanto nella sua produzione letteraria, ha costantemente proiettato il suo sguardo al di là del proprio tempo, e alla giovinezza come irripetibile momento dislancio aurorale e come condizione felicemente eversiva, nonché ai giovani e ai bambini (dunque a chi il futuro lo abiterà) ha dedicato pagine di insuperata bellezza: tra i suoi progetti letterari rimasti incompiuti c'era anche una Lettera a un giovane del ventesimo secolo.
Matteo Di Gesù insegna Letteratura italiana all’Università di Palermo. Ha scritto, tra l'altro: La tradizione del postmoderno (2003), Palinsesti del moderno (2005), Dispatrie lettere (2005), I paralleli (2009), Il carattere degli italiani, vol. I (2012) e vol. II (2014), Una nazione di carta (2013) oltre a numerosi saggi in riviste e volumi collettanei, e ha curato Letteratura, identità, nazione (2009). Collabora con il domenicale del «Sole 24 ore», «Il Manifesto», e con altre testate cartacee e on line.














