Presentazione del libro "Il teatro dell´oppresso nei luoghi del disagio"
In un’epoca in cui l’arte teatrale investe sempre più spesso ambiti sociali ed educativi, vale la pena ricordare la singolare esperienza di Augusto Boal - regista brasiliano esiliato in Francia negli anni ‘70 a causa della dittatura e recentemente scomparso - e della metodologia teatrale da lui elaborata: il Teatro dell’Oppresso (TdO). Un metodo teatrale che oggi si muove in una zona di confine: fra politica e terapia, fra teatro e animazione sociale. Preziosa Salatino racconta la storia del TdO, nei suoi aspetti teorici e pratici, e pone l’accento sul passaggio cruciale dal contesto latinoamericano a quello europeo. Il pensiero di Boal viene messo a confronto con poetiche affini o contrapposte: il sistema catartico di Aristotele, il teatro politico di Bertolt Brecht, lo psicodramma di Jacob Moreno. Per quanti credono, come Boal, che l’arte debba modificare la realtà, e non solo interpretarla














