Proiezione del film "Il poeta bandito e le ranocchie" di Jacques-Rémy Girerd
Scritta da regista-coproduttore con Antoine Lanciaux e l'artista ucraino Iuri Čerenkov, è una fiaba d'animazione modellata sulla leggenda dell'arca di Noè: quando le rane annunciano l'imminente diluvio, il vecchio marinaio Ferdinand si mette al timone di un granaio trasformato in battello. Sono a bordo una bizzarra famiglia, due ragazzi che si amano e gli animali cui è stato proibito di mangiarsi a vicenda in attesa che la pioggia a ciel rotto non gonfi più il mare.
Disegnato da Čerenkov e dallo scenografo Jean-Loup Felicioli e costato allo studio Folimage anni di paziente lavoro, questo film dalle tinte pastellate e dalla grafica semplice sull'orlo di una ingenuità primitiva e infantile, mette in discussione con leggerezza anche l'utopia di una rinascita migliore dopo la cancellazione della vita sul pianeta. Con l'aria che tira, la sua arretratezza tecnologica può apparire una virtù invece che un limite. Musiche a cura di Serge Besset e Thomas Fersen; canzoni di Marina Vial.














