Metamorfosi e musica: il Conservatorio di Palermo apre l’anno con "Mute Mute"
Foto di scena dallo spettacolo "Mute Mute"
Il Conservatorio Alessandro Scarlatti inaugura il 2026 annunciando la collaborazione con il Pan Teatro con lo spettacolo "Mute Mute", una esibizione di prosa contemporanea con musiche dal vivo.
Appuntamento sabato 10 gennaio alle ore 17.30 presso la Sala Ferrara del Conservatorio Alessandro Scarlatti.
Lo spettacolo, con la regia di Emanuele Martorana, viene eseguito da selezionati allievi del Pan Teatro, accompagnati dall’ensemble del conservatorio: quintetto d’archi, percussioni e pianoforte formati da Chiara Bellavia, Federico De Zan, Alberto Fidone, Umberto Gallina, Onofrio Claudio Gallina, Paolo Lombardo, Francesco Palmisano.
Lo spettacolo affonda le radici su specifiche tematiche quali: come riconoscersi durante un periodo di cambiamento? Come dar corso ai propri desideri in un corpo e in una società che continuamente variano? Nelle mutevoli mute che indossiamo ci si può spesso perdere, non riconoscere, rendendo tortuosa la facoltà di comprenderne il processo.
Un gruppo di adolescenti si incontra per provare a discuterne, per provare a venirne a capo. Da libere ispirazioni tratte da opere di Ibsen, Molière e Orwell, ci si perderà in una ricerca del sé mentre esso stesso seguiterà silenzioso a mutare.
Appuntamento sabato 10 gennaio alle ore 17.30 presso la Sala Ferrara del Conservatorio Alessandro Scarlatti.
Lo spettacolo, con la regia di Emanuele Martorana, viene eseguito da selezionati allievi del Pan Teatro, accompagnati dall’ensemble del conservatorio: quintetto d’archi, percussioni e pianoforte formati da Chiara Bellavia, Federico De Zan, Alberto Fidone, Umberto Gallina, Onofrio Claudio Gallina, Paolo Lombardo, Francesco Palmisano.
Lo spettacolo affonda le radici su specifiche tematiche quali: come riconoscersi durante un periodo di cambiamento? Come dar corso ai propri desideri in un corpo e in una società che continuamente variano? Nelle mutevoli mute che indossiamo ci si può spesso perdere, non riconoscere, rendendo tortuosa la facoltà di comprenderne il processo.
Un gruppo di adolescenti si incontra per provare a discuterne, per provare a venirne a capo. Da libere ispirazioni tratte da opere di Ibsen, Molière e Orwell, ci si perderà in una ricerca del sé mentre esso stesso seguiterà silenzioso a mutare.
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