"Borders": concetti di confine nella personale eterogenea di Annalisa Macagnino
Disegni, ricami e ready made indagano i limiti delle costruzioni sociali e i confini geopolitici, nella personale eterogenea di Annalisa Macagnino: dalle identità lacerate e omologate dai meccanismi della bio-politica alle dinamiche populiste e di potere che impediscono i flussi migratori.
Con il suo segno forte e deciso, ma allo stesso tempo continuamente spezzato e interrotto, l'artista costruisce una grammatica artistica e simbolica che disegna, destruttura e ricuce le identità geografiche, politiche, familiari e di genere, da sempre al centro della sua poetica. Gli stessi materiali utilizzati riflettono la fragile temporaneità della condizione umana di oggi come di ieri.
L’indagine attraversa spazi geografici, sociali e intimi percorrendo l’idea stessa di confine: la contrapposizione fra limes e limen, frontiera e soglia, chiusura e osmosi, si rispecchia nella forza simbolica dei suoi lavori delicatamente provocatori ma mai perfettamente iconici.
In "Borders" l’artista, pur affrontando tematiche di stretta attualità quali la questione di genere o la tragedia umana connessa ai flussi migratori, non intende assecondare il pubblico in un facile sentimento di compassione, ma pone costantemente in ogni opera un velo di humor nero che instilla un dubbio nervoso nella coscienza di chi guarda.
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