"Fabio La Fauci. Serendipity": la mostra tra tradizione, quotidianità e finali aperti
Gli spazi della Giuseppe Veniero Project ospitano, dal 21 marzo al 30 aprile, la mostra "Fabio La Fauci. Serendipity".
In mostra, una ventina di opere, olii su tela di piccole e medie dimensioni realizzati tra il 2014 e il 2016. I temi affrontano il rapporto tra l'essere umano e la natura: del corpo rimangono i colori vivi della carne e del sangue, poi la figurazione lascia il posto alla geometrizzazione fino a giungere a una quasi completa astrazione.
"Serendipity" è il termine inventato da Horace Walpole per indicare la fortuna di fare felici scoperte per puro caso o, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra: l'artista intende insinuare dubbi sulla realtà attraverso la rappresentazione della realtà stessa.
Per la sua ricerca, l’artista ha fatto proprie la tradizione e le tecniche del linguaggio figurativo e ne ha reinterpretato i caratteri seguendo una linea di ricerca individuale, ricca di intense modalità espressive.
Nei suoi dipinti, la quotidianità stimola la narrazione di contenuti in cui il contesto figurativo è completamente rinnovato fino quasi a sparire.
La “serendipità” sta poi nella sua progettualità libera che parte da uno schizzo per inoltrarsi su sentieri ignoti e spontanei.
La pittura, oltre ad avere una dimensione spaziale del tutto propria è uno spazio privo di tempo, non sottoposto alle regole di fruizione veloce che segnano i nostri giorni. Non svelare tutto subito, ma lasciare un finale aperto, da scoprire piano: questo l’intento principale.
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