"Le forme dell´amore": collettiva d´arte dedicata al Beato Pino Puglisi
Il titolo della collettiva d’Arte, in memoria del Beato Padre Pino Puglisi, potremmo anche leggerlo in questo modo: “Le forme dell’amore”, anziché “La forza dell’Amore”, poiché gli artisti attraverso il loro percepire e il loro immaginare, configurano forme creative imprevedibili, esplicitando strutturalmente il tema, ovvero la tematica dell’Amore divino e del martirio di un uomo, fedele apostolo del Dio della Croce.
Gli artisti hanno usato i materiali più diversi dove dipingere o disegnare, per imprimere i propri segni e le proprie forme realiste o astratte. I nostri artisti hanno utilizzato: il polistirolo, il cartone, il compensato, la tela, i materiali ferrosi, e altro ancora a loro congeniale, e ciò è estremamente innovativo. Il loro lavoro è stato essenzialmente di astrazioni formali, già viventi nell’oggettività degli innumerevoli impasti e nelle possibili alchimie; nella duttilità e nella malleabilità dei materiali umanizzati, compreso gli scarti plastici del nostro complesso quotidiano, che rendono figurato il pensiero e le intuizioni di chi è in grado di tradurre l’intraducibile.
Ma parlare di ciò, significa comprendere la funziona della rete sensoriale, di cui particolarmente gli artisti sono dotati: come gli occhi, il timpano delle orecchie, i ricettori sensoriali della stessa morbida pelle, e ancora i sensori del naso e delle papille gustative, significa che al cervello giungono impulsi nervosi, in grado di rielaborare i linguaggi creativi con maggiore sintesi. Il problema è che abbiamo perso l’abitudine di comprendere, o assimilare il cromatico sogno che è il mistero della vita, attraverso “l’anima sensibile” già precisata da Aristotele.
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