"Le forme dell'amore": collettiva d'arte dedicata al Beato Pino Puglisi
Il titolo della collettiva d’Arte, in memoria del Beato Padre Pino Puglisi: "Le forme dell’amore”, espone le opere degli artisti che attraverso il loro percepire e il loro immaginare, configurano forme creative imprevedibili, esplicitando strutturalmente il tema, ovvero la tematica dell’Amore divino e del martirio di un uomo, fedele apostolo del Dio della Croce.
Gli artisti hanno usato i materiali più diversi dove dipingere o disegnare, per imprimere i propri segni e le proprie forme realiste o astratte: polistirolo, cartone, compensato, tela, materiali ferrosi, e altro ancora a loro congeniale, e ciò è estremamente innovativo.
Il loro lavoro è stato essenzialmente di astrazioni formali, già viventi nell’oggettività degli innumerevoli impasti e nelle possibili alchimie; nella duttilità e nella malleabilità dei materiali umanizzati, compreso gli scarti plastici del nostro complesso quotidiano, che rendono figurato il pensiero e le intuizioni di chi è in grado di tradurre l’intraducibile.
Ma parlare di ciò, significa comprendere la funziona della rete sensoriale, di cui particolarmente gli artisti sono dotati: come gli occhi, il timpano delle orecchie, i ricettori sensoriali della stessa morbida pelle, e ancora i sensori del naso e delle papille gustative, significa che al cervello giungono impulsi nervosi, in grado di rielaborare i linguaggi creativi con maggiore sintesi.
Esponono gli artisti: Wanda Barraco, Giovanna Calabretta, Salvatore Calo', Ferdinando Caronia, Cristina Casamento, Serafina Costa, Francesco Federico, Marion Fernhout, Eleonora Fogazza , Antonino Gambino, Vincenzo Gatto, Valentina Hare', Paola La Monica, Caterina Lala, Maria Luisa Lippa, Filippo Lo Iacono, Gabriella Lupinacci, Rosalia Marchiafava, Letizia Marchione, Giuseppa Matraxia, Giusy Megna, Giovanni Messina, Sara Mineo, Francesca Oliveri, Mariella Ramondo, Cinzia, Romano, Angela Sarzana, Rita Stuppia, Rosario Trapani, Loredana Troia, Felicia Vadala', Giovanni Ventimiglia, Anita Vitrano.
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