"Orior", personale d´arte di Domenico Giacalone
"Orior" è la mostra personale d'arte che prosegue la gestazione artistica e spirituale di Dogi alias Domenico Giacalone. L'attesa, evidente nella precedente fase sperimentale, diviene compimento di un atto creativo che attinge maggiormente dalla vita la sua linfa.
Orior è l'atto di nascita di un nuovo modo d'essere dell'arte e del suo creatore, in esso si rinnova il mistero del compimento dell'arte nei mezzi espressivi: un colore tagliente, saturo; una linea sinuosa, versatile; una materia docile, morbida.
Orior è l'atto di nascita di un nuovo modo d'essere dell'arte e del suo creatore, in esso si rinnova il mistero del compimento dell'arte nei mezzi espressivi: un colore tagliente, saturo; una linea sinuosa, versatile; una materia docile, morbida.
Una vibrante intimità pervade la nuova produzione di Dogi, segreta e malinconica. Il mistero di ogni nascita, che desta emozione e sgomento, è la cifra costitutiva dell'opera, nascita di frangenti di vita che, finora sottaciuti, brancolavano nel mondo dell'inespresso; la vita, la morte, le banalità interessantissime del quotidiano divengono denso miele grazie all'artista alchemico che riplasma materia.
Il suo è un modo genuino di interpretare l'Informale e farne metodo di esplorazione, laddove esporta dalle profondità del vissuto a piene mani per restituire al mondo di chi vede l'opera un frammento puro, scevro di intellettualismi e tecnicismi. (testo di Antonella Nocera)
Il suo è un modo genuino di interpretare l'Informale e farne metodo di esplorazione, laddove esporta dalle profondità del vissuto a piene mani per restituire al mondo di chi vede l'opera un frammento puro, scevro di intellettualismi e tecnicismi. (testo di Antonella Nocera)
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