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"Sacrosanctum #7": personale di Thomas Braida

  • Oratorio di San Mercurio - Palermo
  • - Palermo
  • Dal 25 settembre al 27 ottobre 2015 (evento concluso)
  • Visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 18.00
  • 3 euro (intero), 2 euro (ridotto)
Balarm
La redazione

La rassegna "Sacrosanctum" giunge al suo settimo appuntamento. A raccogliere il testimone sarà l’artista friuliano Thomas Braida, autore di un’opera intensa e ispirata, dedicata al tema del sacro e appositamente creata per l’oratorio di san Mercurio di Palermo.

L’esposizione, organizzata dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani e curata da Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, ha visto già l’intervento degli artisti Joseba Eskubi, Mario Consiglio, Stefano Canto, Franko B, Lorenzo Scotto Di Luzio e Luca Pancrazzi, promotori di un’inedita campagna di sensibilizzazione il cui fine è gettare un faro sul delicato tema della tutela del patrimonio monumentale.

“La sua pittura è legata al senso della pratica quotidiana e alla ricerca iconografica puntigliosa, ma non propriamente filologica; per i suoi dipinti è certamente fondamentale il fattore tempo, seppure essi (i suoi dipinti, appunto) possano illudere lo spettatore in merito ad una presunta immediatezza del gesto pittorico. Non è l'unica, apparente, contraddizione a caratterizzare questa pratica pittorica. È lo stesso Braida ad affermare: "cerco sempre degli estremi lontani e dissonanti tra i due capi della corda".

Una duplice direzione, visionaria e naturalistica, caratterizza la sua produzione. Questo percorso binario si articola attraverso colori neri, bituminosi, e timbri accesi: il colore da cupo e fondo diventa luminoso e vivo, esprimendo un sapiente lavoro sulla luce, dimensione per la quale Braida dedica grandissima attenzione. È ancora lui stesso ad affermare: "la luce è il fine ultimo di un mio quadro, anche se non è proprio vero. C’è un ultima cosa importantissima: il tempo". Bagliori fosforescenti penetrano nella forma delle cose e delle figure per annullarle, quasi, addirittura trasfigurano i colori, quei colori che agitano aspri motivi satirici, visioni fantastiche, funamboliche allegorie, ma anche paesaggi e nature morte di mirabile delicatezza coloristica” (Marco Tagliafierro).

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