Nella casa dei gelsomini dove si producevano le essenze: visita a Villa De Pasquale a Messina
Villa De Pasquale a Messina
Viene ricostruita la vera anima liberty della Messina di inizio secolo, attraverso le ville private, i palazzetti storici, persino il Circolo della Borsa (inedito anche per i messinesi).
La città dello Stretto riaccoglie "Le Vie dei Tesori", e apre quest’anno ventinove luoghi, dal 14 al 30 settembre, per tre weekend.
Uno spaccato di vita quotidiana dell’imprenditoria illuminata della Bella Epoque: dopo decenni di completo abbandono la Villa De Pasquale a Contesse da due anni è finalmente tornata a risplendere.
Qui Eugenio De Pasquale, che dagli agrumi e dai gelsomini ricavava essenze, dava lavoro a tanti operai, ma anche alle donne, le gelsominaie che sfaccendavano nel giardino, raccogliendo nei loro grembiuli i fiori profumati.
La fabbrica di essenze agrumarie è rimasta attiva fino al 1975 e pure la Villa abitata sino a quella data. Poi l’ultimo erede la donò alla Regione.
Grazie a un finanziamento europeo, l’assessorato ai Beni culturali è riuscito ad avviare, nel 2014, un piano di recupero e restauro. Oggi la Villa è visitabile all’interno, per ammirare i suoi saloni affrescati e gli eleganti arredi, e all’esterno, nel giardino, ricco di molte specie botaniche e fiori. Da non dimenticare la scalinata, i fregi e le balaustre della facciata. Si possono ancora vedere gli impianti di lavorazione, significativo esempio di archeologia industriale.
La visita ha una durata di 30 minuti ed è parzialmente accessibile ai disabili.
La città dello Stretto riaccoglie "Le Vie dei Tesori", e apre quest’anno ventinove luoghi, dal 14 al 30 settembre, per tre weekend.
Uno spaccato di vita quotidiana dell’imprenditoria illuminata della Bella Epoque: dopo decenni di completo abbandono la Villa De Pasquale a Contesse da due anni è finalmente tornata a risplendere.
Qui Eugenio De Pasquale, che dagli agrumi e dai gelsomini ricavava essenze, dava lavoro a tanti operai, ma anche alle donne, le gelsominaie che sfaccendavano nel giardino, raccogliendo nei loro grembiuli i fiori profumati.
La fabbrica di essenze agrumarie è rimasta attiva fino al 1975 e pure la Villa abitata sino a quella data. Poi l’ultimo erede la donò alla Regione.
Grazie a un finanziamento europeo, l’assessorato ai Beni culturali è riuscito ad avviare, nel 2014, un piano di recupero e restauro. Oggi la Villa è visitabile all’interno, per ammirare i suoi saloni affrescati e gli eleganti arredi, e all’esterno, nel giardino, ricco di molte specie botaniche e fiori. Da non dimenticare la scalinata, i fregi e le balaustre della facciata. Si possono ancora vedere gli impianti di lavorazione, significativo esempio di archeologia industriale.
La visita ha una durata di 30 minuti ed è parzialmente accessibile ai disabili.
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