"O'tama Monogatari": un film di Gianni Gebbia sulla pittrice giapponese in Sicilia
Viene proiettato nei locali dell'associazione Flavio Beninati, il film "O'tama Monogatari", la storia di O'tama (2011) del musicista Gianni Gebbia, terzo film della trilogia "Nihon Sanbusaku". Seguirà un concerto del musicista Gianni Gebbia col rumorista Camillo Amalfi.
La trilogia "Nihon Sanbusaku" si svolge in tre proiezioni dei film girati da Gianni Gebbia e che trattano della relazione tra Europa, Sicilia e Giappone. Tutto é iniziato dal lunghissimo periodo trascorso dal musicista in Giappone fino al 2015 e dalla scoperta e studio delle antichissime relazioni tra Sicilia e Giappone. Questa trilogia è stata girata con mezzi minimali in assoluta autoproduzione seguendo la logica dell’improvvisazione ed utilizzando artisti professionisti e non solo.
"O’tama Monogatari" (la storia di O’tama) tratta della storia di una donna giapponese in Sicilia a fine Ottocento: la pittrice Ho Tam Ragusa. Giovanissima, si innamorò dello scultore palermitano Vincenzo Ragusa, fugge con lui in Sicilia, a Palermo, dove trascorrerà quasi tutta la sua vita, per poi ritornare, controvoglia, in Giappone dopo la sua morte. O’tama creò a Palermo una scuola di arti plastiche orientali giapponesi, il marito fu tra i creatori dell’Accademia delle Belle Arti di Tokyo, con un seguito di numerosi discepoli che avevano intrapreso lo stile artistico occidentale.
La trilogia "Nihon Sanbusaku" si svolge in tre proiezioni dei film girati da Gianni Gebbia e che trattano della relazione tra Europa, Sicilia e Giappone. Tutto é iniziato dal lunghissimo periodo trascorso dal musicista in Giappone fino al 2015 e dalla scoperta e studio delle antichissime relazioni tra Sicilia e Giappone. Questa trilogia è stata girata con mezzi minimali in assoluta autoproduzione seguendo la logica dell’improvvisazione ed utilizzando artisti professionisti e non solo.
"O’tama Monogatari" (la storia di O’tama) tratta della storia di una donna giapponese in Sicilia a fine Ottocento: la pittrice Ho Tam Ragusa. Giovanissima, si innamorò dello scultore palermitano Vincenzo Ragusa, fugge con lui in Sicilia, a Palermo, dove trascorrerà quasi tutta la sua vita, per poi ritornare, controvoglia, in Giappone dopo la sua morte. O’tama creò a Palermo una scuola di arti plastiche orientali giapponesi, il marito fu tra i creatori dell’Accademia delle Belle Arti di Tokyo, con un seguito di numerosi discepoli che avevano intrapreso lo stile artistico occidentale.














