Da Bach a Brahms: il concerto dell´Orchestra Sinfonica Siciliana al Politeama Garibaldi
Il teatro Politeama Garibaldi di Palermo ospita il concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana in programma sabato 12 marzo alle ore 17.30: saranno eseguite le musiche di quattro grandi compositori: Bach, Mozart, Schubert e Brahms, con direttore e flautista Mario Ancillotti.
Chiamate anche "Ouvertures", le quattro "Suites" per orchestra di Bach sono opere d’occasione e di consumo che rispondono alla passione, divenuta una vera e propria moda presso l’aristocrazia tedesca, per i raffinati costumi francesi e per la danza. Nonostante il carattere occasionale di questa musica di intrattenimento, nelle Suites che Bach poteva scrivere senza eccessivo impegno, si nota la tipica curiosità bachiana per la sperimentazione di nuove forme all’interno di convenzioni consolidate dalla tradizione, alle quali egli rimase, in alcuni punti, fedele.
Composto, su commissione del ricco olandese di nome Willem De Jean o, secondo alcune fonti, Dechamps, il Concerto per flauto e orchestra in sol maggiore K. 313 impegnò notevolmente Mozart, che non amava particolarmente questo strumento, in quanto allettato dalla proposta economica che gli consentiva di sistemare, in qualche modo, le già dissestate finanze.
Alla fine Mozart non riuscì ad ottemperare agli obblighi della committenza non potendo portare a completamento l’ordine che comprendeva la composizione di altri brani e De Jean, per nulla soddisfatto del lavoro, decise di non pagare l’intera somma pattuita. Nonostante il suo scarso amore per il flauto, Mozart scrisse con particolare cura la parte solistica mostrando, invece, di conoscere perfettamente le caratteristiche tecniche ed espressive di questo strumento.
La Sinfonia n. 8 “Incompiuta”, di Schubert è così chiamata perché priva degli ultimi due movimenti rispetto ai quattro complessivi che tradizionalmente costituivano, nel periodo classico, questa forma. La sinfonia fu eseguita per la prima volta postuma ben 43 anni dopo la sua composizione, il 17 dicembre 1865 a Vienna sotto la direzione di Johann Herbeck, che, per l’occasione, aggiunse come Finale l’ultimo movimento della Terza sinfonia dello stesso Schubert.
La scelta della tonalità di si minore, mai utilizzata da Haydn, Mozart e Beethoven, oltre a costituire uno strappo con il classicismo, apre le porte alla temperie romantica e permette a Schubert di esprimere gli angosciosi tormenti del suo animo tra immagini di morte e momenti sognanti che hanno nella memoria la loro origine.
La "Tragica", composta da Brahms nel 1880, nello stesso periodo dell’accademica, con la quale condivide l’occasione della sua composizione, si presenta complementare per la sua natura, in quanto sembra soddisfare il bisogno dell’autore di esprimere la malinconia del suo animo dopo il gioco musicale dell’Op. 80. Già alla prima esecuzione avvenuta in un concerto della Filarmonica di Vienna sotto la direzione di Hans Richter il 26 dicembre 1880, l’Ouverture suscitò consensi favorevoli condivisi, in seguito, con l’Accademica a Breslavia, a Münster e in molte città olandesi














