Herself Live
Indigoose presenta Herself. Narratore e musicista folk palermitano, il lavoro di Herself viene salutato dalla critica come un armonico meeting tra Sparklehorse, Gravenhurst e Will Oldham. Con un pugno di dischi fortunati alle spalle (per etichette quali Jestrai Records e l’inglese Death Letter Tapes), Herself è la personale creazione di Gioele Valenti, songwriter di folk apocalittico a bassa fedeltà. Giunto al quarto disco ufficiale per la DeAmbula Records, label indipendente che può annoverare in scuderia importanti artisti come Ulan Bator e Pineda (Umberto Giardini), i tredici brani dell’ultimo “Herself” coniugano la scrittura intimista folk lo-fi con le venature gothic di tradizione anglo-americana e con un suono dagli evidenti echi canterburiani e psichedelici – rilevante in tal senso l’apporto di Aldo Ammirata (bass, cello). Herself arringa i propri personali fantasmi in dischi registrati con mezzi di produzione decisamente poveri, riflettendo interamente la personalità del fondatore. Le consuete ballate acustiche in stile home-made-tapes, sbilenche e sporche di rumore ambientale, sposano suggestioni shoegaze, per una voce fragile che incide in case vuote, santuari sconsacrati e studi spersi nella campagna mediterranea (Vertigo Recording). Idealmente a metà tra Bill Callahan e Sophia, il suono di Herself stavolta si arricchisce della collaborazione di Amaury Cambuzat (Ulan Bator) – che oltre ad aver suonato nei brani “Sugar Free Punk Rock” e “How You Killed Me”, ha curato il mastering del disco – e Marco Campitelli (The Marigold), intervenuto sui brani “Something In This House” e “Passed Away”. Il concerto rientra nella rassegna Interlude dell'associazione culturale Indigoose














