Il martedì "originale" del Decanter con Il suono di Bill
L'appuntamento del "martedì Originale del Decanter", riprende il 4 aprile: l'iniziativa ha come oggetto la volontà di promuovere soltanto la musica inedita attraverso uno spettacolo che avrà inizio subito dopo l'aperitivo.
Il Suono di Bill - gruppo formato da Vincenzo Salerno (sassofono baritono e contralto), Luca La Duca (chitarra elettrica), Andrea Chentrens (batteria) - è un bizzarro esperimento in cui vari stili si mescolano e si confondono, dando vita a curiose ed energiche performance all’insegna della varietà e della fantasia musicale ed intrise di una vena ironica costante.
Il progetto trae particolare ispirazione dalla splendida musica di artisti come Bill Frisell e John Zorn, adottandone l’approccio compositivo jazzistico ma allo stesso tempo libero da costrizioni e limiti, non perdendo mai di vista il lato giocoso della musica.
I brani sono un insieme di jazz, blues, surf e ambient, arrangiati con grande incisività e groove di stampo mingusiano e legati dalla forte presenza dell’improvvisazione. La band esegue prevalentemente composizioni proprie ma si distingue anche per la varietà dei repertori non originali affrontati: dal surf anni 60 al punk- jazz di John Zorn e dei Naked city, da insolite interpretazioni degli standard di Thelonius Monk e Sonny Rollins a veri e propri momenti free-noise.
Il Suono di Bill - gruppo formato da Vincenzo Salerno (sassofono baritono e contralto), Luca La Duca (chitarra elettrica), Andrea Chentrens (batteria) - è un bizzarro esperimento in cui vari stili si mescolano e si confondono, dando vita a curiose ed energiche performance all’insegna della varietà e della fantasia musicale ed intrise di una vena ironica costante.
Il progetto trae particolare ispirazione dalla splendida musica di artisti come Bill Frisell e John Zorn, adottandone l’approccio compositivo jazzistico ma allo stesso tempo libero da costrizioni e limiti, non perdendo mai di vista il lato giocoso della musica.
I brani sono un insieme di jazz, blues, surf e ambient, arrangiati con grande incisività e groove di stampo mingusiano e legati dalla forte presenza dell’improvvisazione. La band esegue prevalentemente composizioni proprie ma si distingue anche per la varietà dei repertori non originali affrontati: dal surf anni 60 al punk- jazz di John Zorn e dei Naked city, da insolite interpretazioni degli standard di Thelonius Monk e Sonny Rollins a veri e propri momenti free-noise.














