Scritti sul corpo
Uno studio che indaga più in profondità la constatazione della ricerca di una bellezza che è normalizzata, del bisogno a volte disperato di aderire a uno standard, tranquillizzandosi sul fatto di occupare un luogo del mondo. I corpi si trasformano in abiti e si afferma la convinzione che il possesso - di una posizione, di un pezzo di corpo normalizzato, di un’identità immutabile- renda perfetta ogni cosa. Il tentativo impotente di trasformare un possesso in un’azione, un avere in un fare. Uno studio che nasce da un’esigenza politica e che parla di volti e di corpi di donna, degli involucri sintetici che li racchiudono, di sezioni di corpo che si ostentano come in un’enorme bancone di macelleria. Infatti lo studio parla anche di smascheramento, ovvero di quello che giace sotto la pelle ben stirata e truccata: la vulnerabilità che è scritta sul corpo, lampante e visibile nei rossori, nei tremiti, nel sudore














