"Trittico contemporaneo": tre danze e tre diverse generazioni al Teatro Massimo
Va in scena al Teatro Massimo, da martedì 11 a sabato 15 aprile, "Trittico contemporaneo", un appuntamento con tre lavori di grandi maestri della danza, appartenenti a tre generazioni diverse: Matteo Levaggi, Johan Inger, Jiří Kylián.
Tutto comincia con un nuovo allestimento del Teatro Massimo, "Water Game" di Matteo Levaggi, ultima tappa di una ricerca che il giovane coreografo, quest’anno in residence al Teatro Massimo, porta avanti e sviluppa dal 2005.l
"Walking Mad" è la seconda coreografia della serata ad opera di Johan Inger, coreografo svedese, che ha fatto parte del Nederlands Dans Theater dal 1990 al 2002. Creata nel 2001 per il Nederlands Dans Theater I, la coreografia è stata poi ripresa innumerevoli volte tanto in Europa che in America.
Qui l’elemento scenico principale è un muro: un muro che separa, ma anche che si scompone, si sposta, si divide e si riunisce, compare e si dissolve; un muro nel quale si aprono inaspettatamente delle porte.
Da Mozart parte anche "Sechs Tänze" del grande coreografo ceco Jiří Kylián, artista oggi settantenne praghese insignito nel 2000, a Monte Carlo, del titolo di "maggior coreografo del mondo", direttore artistico del Nederlands Dans Theater per un quarto di secolo. Le sei danze tedesche del compositore austriaco vengono trasfigurate, a mostrare la realtà del vivere, la profondità che si nasconde sotto il sorriso.
Tutto comincia con un nuovo allestimento del Teatro Massimo, "Water Game" di Matteo Levaggi, ultima tappa di una ricerca che il giovane coreografo, quest’anno in residence al Teatro Massimo, porta avanti e sviluppa dal 2005.l
"Walking Mad" è la seconda coreografia della serata ad opera di Johan Inger, coreografo svedese, che ha fatto parte del Nederlands Dans Theater dal 1990 al 2002. Creata nel 2001 per il Nederlands Dans Theater I, la coreografia è stata poi ripresa innumerevoli volte tanto in Europa che in America.
Qui l’elemento scenico principale è un muro: un muro che separa, ma anche che si scompone, si sposta, si divide e si riunisce, compare e si dissolve; un muro nel quale si aprono inaspettatamente delle porte.
Da Mozart parte anche "Sechs Tänze" del grande coreografo ceco Jiří Kylián, artista oggi settantenne praghese insignito nel 2000, a Monte Carlo, del titolo di "maggior coreografo del mondo", direttore artistico del Nederlands Dans Theater per un quarto di secolo. Le sei danze tedesche del compositore austriaco vengono trasfigurate, a mostrare la realtà del vivere, la profondità che si nasconde sotto il sorriso.














