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Opere artistiche per "ridare vita" a una palazzina Liberty: la mostra a Palazzolo Acreide

  • San Sebastiano Contemporary, via San Sebastiano 30 - Palazzolo Acreide (Sr)
  • Dal 10 agosto al 14 settembre 2022
  • Visitabile su appuntamento dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00
  • Gratuito
  • Info e prenotazioni alla mail info@sansebastianocontemporary.it
     
Balarm
La redazione

Video progetto di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

San Sebastiano contemporary presenta mercoledì 10 agosto alle ore 11.00 la mostra dal titolo “Vuoto attivo (dialogo con una collezione)” a cura di Lorenzo Bruni, con Ignazio Mortellaro, Carmelo Nicotra, Stefania Zocco e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00.

L'inaugurazione nella sede di Palazzolo Acreide avviene nel giorno della celebre festa di San Sebastiano, amato e venerato non soltanto nella cittadina barocca situata in provincia di Siracusa, da cui lo spazio non profit prende il nome. 

Il progetto si basa su tre artisti e un’architetto che hanno creato un dialogo site specific con lo spazio espositivo, all’interno di una palazzina Liberty di inizio Novecento, con l’obiettivo di riflettere su come si possa ri-pensare l'idea di collezione e di comunità dell'arte al tempo della dittatura degli archivi digitali.



La questione viene affrontata dagli artisti coinvolti tramite il confronto con la collezione che Davide Bramante, fondatore e animatore dello spazio non profit dal 2020, ha costituito parallelamente alla sua attività di artista. Il risultato corrisponde a quattro idee: quattro ambienti, quattro suggerimenti di partecipazione rivolta agli spettatori.

La domanda che collega le varie opere è: come possiamo essere “presenti” a qualcosa, nel momento che siamo costantemente, per mezzo della comunicazione “istantanea” e globale, in contatto con tutto e tutti? E soprattutto, perché dovremmo essere presenti a qualcosa in particolare? Il titolo della mostra, liberamente ispirato da un libro di progetti di Grasso Cannizzo, uscito all'incirca dieci anni fa, intende ricordare che l'incontro con il mondo è sempre da concepire come punto di partenza e non di arrivo di un processo più ampio di conoscenza collettiva.
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