Opere di Angelo Barone, Giovanni Frangi, Luca Scarabelli: la mostra "Al cubo" a Scicli
La mostra "Al cubo", nello spazio XX Bassi Beneventano a Scicli, riunisce i tre artisti Angelo Barone, Giovanni Frangi, Luca Scarabelli, legati da una lunga consuetudine di dialogo, confronto e prossimità.
Affinità elettive, si potrebbe dire, che nel tempo hanno saputo consolidarsi pur nel mantenimento di percorsi autonomi e linguaggi distinti.
In piazzetta Angelo Ficili 1, inaugurazione il 6 giugno alle 19.00, visite fino al 5 luglio da martedì a sabato dalle 17.00 alle 20.00.
Ciò che li accomuna è una tensione condivisa verso la ricerca, un'inquietudine dello sguardo e una costante messa in discussione del fare artistico.
In questo contesto, la riflessione sulla responsabilità del gesto, sul senso dell'immagine e sulla costruzione della forma si è progressivamente configurata come un laboratorio quotidiano, fatto di scambi, interrogazioni e verifiche continue.
Accompagnata da un testo critico di Marta Cereda, la mostra presenta un insieme di opere che instaurano un dialogo a distanza, in una prospettiva aperta e dinamica.
I lavori si incontrano nel punto in cui l'arte si fa interrogazione: sulla forma, sulla materia, sulla possibilità stessa di vedere con uno sguardo sempre rinnovato.
Affinità elettive, si potrebbe dire, che nel tempo hanno saputo consolidarsi pur nel mantenimento di percorsi autonomi e linguaggi distinti.
In piazzetta Angelo Ficili 1, inaugurazione il 6 giugno alle 19.00, visite fino al 5 luglio da martedì a sabato dalle 17.00 alle 20.00.
Ciò che li accomuna è una tensione condivisa verso la ricerca, un'inquietudine dello sguardo e una costante messa in discussione del fare artistico.
In questo contesto, la riflessione sulla responsabilità del gesto, sul senso dell'immagine e sulla costruzione della forma si è progressivamente configurata come un laboratorio quotidiano, fatto di scambi, interrogazioni e verifiche continue.
Accompagnata da un testo critico di Marta Cereda, la mostra presenta un insieme di opere che instaurano un dialogo a distanza, in una prospettiva aperta e dinamica.
I lavori si incontrano nel punto in cui l'arte si fa interrogazione: sulla forma, sulla materia, sulla possibilità stessa di vedere con uno sguardo sempre rinnovato.














