Paesaggio tra concetto e percezione: Carlo Alberto Rastelli e Giuseppe Costa a Modica
Qual è il confine fra paesaggio inteso come entità autonoma e la sua configurazione soggettiva? È solo uno "sfondo" da contemplare o piuttosto uno spazio da costruire, riempire e immaginare?
Sono alcuni interrogativi posti dal nuovo progetto espositivo promosso dalla Galleria Sacca a Modica "Questa non è una mostra sul paesaggio", bipersonale degli artisti Giuseppe Costa (Palermo, 1980; vive a Milano) e Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986).
Il titolo richiama l'arte e l'opera di René Magritte ("Ceci n'est pas une pipe") mentre il paesaggio viene evocato e al contempo messo in crisi, sottraendolo alla definizione di genere.
Una riflessione sul paesaggio come concetto e percezione, più che come rappresentazione.
Per i due artisti il paesaggio si configura come soglia percettiva, costrutto immaginifico e spazio di sedimentazione della memoria.
Nei lavori di Giuseppe Costa il paesaggio appare come sospeso in una condizione atmosferica ambigua: una velatura diffusa, simile a una foschia, attenua i contorni e trasforma la visione in un'esperienza percettiva.
Rastelli costruisce invece immagini in cui la presenza umana diventa fulcro della composizione.
I suoi personaggi in primo piano si stagliano su paesaggi che assumono l'aspetto di scenografie, tra trame decorative "pop" e pattern visivi a campiture piatte: il paesaggio come elemento attivo che sostiene la scena ed è parte integrante della costruzione narrativa dell'opera.
L'inaugurazione, a ingresso libero, è in programma sabato 18 aprile alle ore 19.00, alla presenza degli artisti.
La mostra resta visitabile fino al 13 giugno, dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 o su appuntamento.
Sono alcuni interrogativi posti dal nuovo progetto espositivo promosso dalla Galleria Sacca a Modica "Questa non è una mostra sul paesaggio", bipersonale degli artisti Giuseppe Costa (Palermo, 1980; vive a Milano) e Carlo Alberto Rastelli (Parma, 1986).
Il titolo richiama l'arte e l'opera di René Magritte ("Ceci n'est pas une pipe") mentre il paesaggio viene evocato e al contempo messo in crisi, sottraendolo alla definizione di genere.
Una riflessione sul paesaggio come concetto e percezione, più che come rappresentazione.
Per i due artisti il paesaggio si configura come soglia percettiva, costrutto immaginifico e spazio di sedimentazione della memoria.
Nei lavori di Giuseppe Costa il paesaggio appare come sospeso in una condizione atmosferica ambigua: una velatura diffusa, simile a una foschia, attenua i contorni e trasforma la visione in un'esperienza percettiva.
Rastelli costruisce invece immagini in cui la presenza umana diventa fulcro della composizione.
I suoi personaggi in primo piano si stagliano su paesaggi che assumono l'aspetto di scenografie, tra trame decorative "pop" e pattern visivi a campiture piatte: il paesaggio come elemento attivo che sostiene la scena ed è parte integrante della costruzione narrativa dell'opera.
L'inaugurazione, a ingresso libero, è in programma sabato 18 aprile alle ore 19.00, alla presenza degli artisti.
La mostra resta visitabile fino al 13 giugno, dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 o su appuntamento.














