Piparo, Licata, Salerno e tanti altri: "Luigi oh caro!" insieme per Burruano allo Spasimo
L'attore Luigi (Gigi) Burruano
Salvo Piparo, Costanza Licata, Davide Velardi, Alessandra Salerno, Jack Cottone, Marcello Mandreucci, Sigfrido Giammona e Giovanni Libeccio tutti insieme sul palco per lo spettacolo corale "Luigi oh caro!": lunedì 10 settembre alle 21 a Santa Maria dello Spasimo.
Lo spettacolo, a ingresso gratuito, nasce dalla volontà di riunire vecchi e nuovi amici per ricordare con la loro arte il grande attore simbolo di Palermo Gigi Burruano, scomparso nel settembre del 2017.
Tra musica, canto, prosa e cunto, "Faremo una cosa allegra - spiega Salvo Piparo - perché Gigi così va onorato senza tralasciare altri aspetti: Gigi era una persona che che amava tenere, per molte cose, un profilo basso ed è giusto raccontare anche quello che molta gente non sapeva e non poteva apprezzare, era un Maestro".
«Raccontare Burruano sconosciuto e poeta e che si è messo da parte nell'ultimo periodo della sua vita, quando ha smesso di riconoscersi in una Palermo che trovava ruffiana: lui rimproverava alla città di essere "facciola", Gigi era davvero il rosanero, il rosa e il nero insieme».
«Saranno snocciolati aneddoti di vita di Luigi, i suoi pensieri sul teatro e sul teatro cittadino, sull'arte e sulla gente - conclude - che ha dimenticato che tutte le cose che oggi vediamo e che applaudiamo sono state fatte da Gigi Burruano e Salvo Licata».
Lo spettacolo, a ingresso gratuito, nasce dalla volontà di riunire vecchi e nuovi amici per ricordare con la loro arte il grande attore simbolo di Palermo Gigi Burruano, scomparso nel settembre del 2017.
Tra musica, canto, prosa e cunto, "Faremo una cosa allegra - spiega Salvo Piparo - perché Gigi così va onorato senza tralasciare altri aspetti: Gigi era una persona che che amava tenere, per molte cose, un profilo basso ed è giusto raccontare anche quello che molta gente non sapeva e non poteva apprezzare, era un Maestro".
«Raccontare Burruano sconosciuto e poeta e che si è messo da parte nell'ultimo periodo della sua vita, quando ha smesso di riconoscersi in una Palermo che trovava ruffiana: lui rimproverava alla città di essere "facciola", Gigi era davvero il rosanero, il rosa e il nero insieme».
«Saranno snocciolati aneddoti di vita di Luigi, i suoi pensieri sul teatro e sul teatro cittadino, sull'arte e sulla gente - conclude - che ha dimenticato che tutte le cose che oggi vediamo e che applaudiamo sono state fatte da Gigi Burruano e Salvo Licata».
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