Sapori e tradizione nel cuore di Baucina: la nuova edizione del "Festival del Gusto"

Un trionfo di sapori e prelibatezze della tradizione locale: mercoledì 24 aprile alle 21 torna a Baucina il "Festival del Gusto", in occasione della settimana dedicata ai festeggiamenti in onore del Patrono San Marco Evangelista (dal 23 al 28 aprile).
Organizzato e promosso dal Comitato dedicato alle celebrazioni del Santo, il festival vede protagoniste le degustazioni lungo il corso Umberto I, la via principale del paese, dove saranno allestiti stand con pane e panelle, milza, salsiccia, sfincione e ricotta (leggi il programma).
Novità di quest’edizione è la "pasta ‘ca frittedda", ovvero la pasta con le fave che, secondo la memoria storica del territorio, furono da sempre legate al culto di San Marco: si racconta che venissero poste come ornamento sulla "vara" del Santo in segno di ringraziamento per l’abbondante produzione e quale buon auspicio per il raccolto successivo.
Le fave, che crescono tradizionalmente nel mese di aprile, sono legate anche a un altro aneddoto secondo il quale San Marco, in un anno di siccità, fu portato in processione nel mese di febbraio e, quando dalla sua Chiesa uscì la statua, grandi nubi si addensarono in cielo e alla fine del rito, iniziò a piovere senza sosta per una settimana, senza alcun danno per l’agricoltura.
Organizzato e promosso dal Comitato dedicato alle celebrazioni del Santo, il festival vede protagoniste le degustazioni lungo il corso Umberto I, la via principale del paese, dove saranno allestiti stand con pane e panelle, milza, salsiccia, sfincione e ricotta (leggi il programma).
Novità di quest’edizione è la "pasta ‘ca frittedda", ovvero la pasta con le fave che, secondo la memoria storica del territorio, furono da sempre legate al culto di San Marco: si racconta che venissero poste come ornamento sulla "vara" del Santo in segno di ringraziamento per l’abbondante produzione e quale buon auspicio per il raccolto successivo.
Le fave, che crescono tradizionalmente nel mese di aprile, sono legate anche a un altro aneddoto secondo il quale San Marco, in un anno di siccità, fu portato in processione nel mese di febbraio e, quando dalla sua Chiesa uscì la statua, grandi nubi si addensarono in cielo e alla fine del rito, iniziò a piovere senza sosta per una settimana, senza alcun danno per l’agricoltura.
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