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"Senza titolo": a Palazzo Belmonte Riso di Palermo l'installazione temporanea di Silvia Scaringella

  • Museo Riso - Palermo
  • Dal 17 novembre all'8 dicembre 2021
  • Dalle 9.00 alle 18.30 (da martedì a sabato), dalle 9.00 alle 13.00 (domenica)
  • 6 euro (intero) e 3 euro (ridotto)
  • Info e biglietti online sul sito di Coopculture
Balarm
La redazione

L'installazione "Senza titolo" di Silvia Scaringella

La sala Kounellis di Palazzo Belmonte Riso, sede del museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, apre le porte a "Senza titolo", l'installazione temporanea di Silvia Scaringella a cura di Andrea Guastella.

È aperta al pubblico dal 17 novembre all'8 dicembre (tutti i giorni, escluso il lunedì) e la visita è inclusa nel biglietto d'ingresso al palazzo pari a 6 euro (intero) e 3 euro (ridotto).

All’inaugurazione del lavoro, il 17 novembre alle ore 17.00, in linea con recenti interventi espositivi che hanno messo in dialogo la collezione del Museo con le nuove produzioni, sono presenti il direttore del museo Luigi Biondo, la storica dell'arte del museo, Rosaria Raffaele Addamo e il mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona.

L’istallazione riguarda una serie di teli dipinti a inchiostro giapponese di misura modulabile disposti al suolo su binari sfalsati.

«Non vi è, in Kounellis - osserva il curatore Andrea Guastella - possibilità alcuna di coesistenza degli opposti, la cui contrapposizione è anzi all’origine della ferita che egli intende suscitare: chi, passeggiando sotto gli armadi, non è stato percorso da un brivido al solo pensiero che i legacci che li reggono possano cedere, e i mobili cadere?»



«Il suo mondo di macerie compattate - aggiunge - è, né più né meno, una gigantesca cattedrale, in attesa di un rito che non si celebrerà.
Gli armadi, è vero, provengono da un contesto familiare; ma l’opera non lascia affatto supporre un risarcimento, un recupero della primitiva funzione. La memoria, come Dio, è morta per sempre. A noi non resta che commemorarne, mestamente, la scomparsa».

«Quanto diverso - continua - l’approccio di Silvia! In questa sua celebrazione della memoria ritrovata – che cosa accolgono, del resto, i suoi tappeti, se non il Volto Santo, la sacra impronta delle immagini eterne? – è proprio il nero del lutto a dare forma al bianco, a consentirgli di attraversare l’ombra convertendosi in messaggio».

Nella serata inaugurale, per la regia di Salvo Agria, Noemi Crocilla e Giulia Tartamella eseguono una performance di danza.

Durante la mostra è inoltre possibile ammirare due abiti d’artista: uno ispirato a Kounellis di Anna Paparatti, in prestito dal Museo Bilotti di Rende, e un altro realizzato, sulla lunghezza d’onda della sua stessa installazione, da Silvia Scaringella.
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