"1943 - n°392", vita, morte e miracoli di Camille Claudel in scena a Castelbuono
All'Associazione culturale Spazioscena di Castelbuono va in scena, sabato 10 marzo, lo spettacolo tra passione e tragedia sulla vita di Camille Claudel, artista piena di ardore ed entusiasmo, scultrice apprezzata della società perbenista e borghese della Francia di fine '800.
La diversità di Camille era legata alla sua scelta artistica, considerata inopportuna e maschile, al suo modo di vivere libero, dissoluto e assoluto, un’anomalia rispetto al destino di moglie e madre che spettava alle giovani di buona famiglia dell’epoca. La sua follia risiedeva nello stile di vita anticonformista e controcorrente che soprattutto la madre respinse, così come non comprese la sua genialità e le sue anticipazioni artistiche.
Tutto questo ha avuto un prezzo. Venne rinchiusa in manicomio dove passerà gli ultimi trenta anni della sua vita, con le mani sempre in movimento nel vuoto. Senza creta o marmo da manipolare per le sue sculture di immediata potenza evocatrice di vita. Nessuno partecipò al suo funerale. Successivamente, l’ufficio cimiteri comunicò alla famiglia Claudel che il terreno dove era stata sepolta Camille era stato requisito per necessità di servizio e che la tomba, sormontata da una croce recante le cifre 1943 – n° 392, non esisteva più.
Testo, musiche e regia di Domenico Bravo, con Viviana Lombardo. Sculture realizzate da Rosaria Randazzo.
La diversità di Camille era legata alla sua scelta artistica, considerata inopportuna e maschile, al suo modo di vivere libero, dissoluto e assoluto, un’anomalia rispetto al destino di moglie e madre che spettava alle giovani di buona famiglia dell’epoca. La sua follia risiedeva nello stile di vita anticonformista e controcorrente che soprattutto la madre respinse, così come non comprese la sua genialità e le sue anticipazioni artistiche.
Tutto questo ha avuto un prezzo. Venne rinchiusa in manicomio dove passerà gli ultimi trenta anni della sua vita, con le mani sempre in movimento nel vuoto. Senza creta o marmo da manipolare per le sue sculture di immediata potenza evocatrice di vita. Nessuno partecipò al suo funerale. Successivamente, l’ufficio cimiteri comunicò alla famiglia Claudel che il terreno dove era stata sepolta Camille era stato requisito per necessità di servizio e che la tomba, sormontata da una croce recante le cifre 1943 – n° 392, non esisteva più.
Testo, musiche e regia di Domenico Bravo, con Viviana Lombardo. Sculture realizzate da Rosaria Randazzo.














