"After the end": la storia di Mark e Louise al Teatro Selinus
Va in scena al Teatro Selinus di Castelvetrano, domenica 29 gennaio alle 17.30, "After the end" di Dennis Kelly, per la regia di Luca Mazzone, con Alice Giroldini e Mauro Parrinello.
Un ragazzo, Mark, e una ragazza, Louise, sono in un bunker antiatomico con poche provviste. Fuori di lì qualcosa è successo. Non si sa bene cosa, non si sa bene perché.
Ci si rifugia per proteggersi, ci si nasconde per paura. Paura di cosa? After the end gioca sull’atroce condizione di violenza che sottende una situazione di pericolo.
Un'apocalittica catastrofe attraversa uno stridente scontro di corpi che lentamente vengono sopraffatti dalla condizione claustrofobica che il luogo spaziale e soprattutto psichico determina. Entrambi subiscono un pervasivo desiderio di rivincita e possesso: è in gioco la sopravvivenza, fisica, morale, emotiva.
La sopravvivenza di chi – estraniandosi, forse, da se stesso e da quel briciolo di umanità che gli rimane – intraprende un percorso iniziatico che lo fa dapprima carnefice e poi vittima sacrificale di un sempre più repentino scollamento emotivo.
La claustrofobia, la noia, l’attesa conducono per mano verso un gioco sadico, perverso, e allo stesso tempo ingenuamente sincero; un gioco che è quello di una società che per proteggersi si mutila, infligge a se stessa delle pene, dove anche persino il sesso si fa strumento atroce e necessario
Un ragazzo, Mark, e una ragazza, Louise, sono in un bunker antiatomico con poche provviste. Fuori di lì qualcosa è successo. Non si sa bene cosa, non si sa bene perché.
Ci si rifugia per proteggersi, ci si nasconde per paura. Paura di cosa? After the end gioca sull’atroce condizione di violenza che sottende una situazione di pericolo.
Un'apocalittica catastrofe attraversa uno stridente scontro di corpi che lentamente vengono sopraffatti dalla condizione claustrofobica che il luogo spaziale e soprattutto psichico determina. Entrambi subiscono un pervasivo desiderio di rivincita e possesso: è in gioco la sopravvivenza, fisica, morale, emotiva.
La sopravvivenza di chi – estraniandosi, forse, da se stesso e da quel briciolo di umanità che gli rimane – intraprende un percorso iniziatico che lo fa dapprima carnefice e poi vittima sacrificale di un sempre più repentino scollamento emotivo.
La claustrofobia, la noia, l’attesa conducono per mano verso un gioco sadico, perverso, e allo stesso tempo ingenuamente sincero; un gioco che è quello di una società che per proteggersi si mutila, infligge a se stessa delle pene, dove anche persino il sesso si fa strumento atroce e necessario














