La cantatrice calva
Questa versione, proposta dalla compagnia dell'ArteMiSia, è la traduzione ancor più "contemporanea" della prima opera teatrale di Eugène Ionesco, del primo esempio del genere teatrale dell'assurdo scritta mentre l'autore decide di studiare l'inglese, definita da egli stesso l'anticommedia. Il linguaggio teatrale è, generalmente, un efficace mezzo di comunicazione, che permette ai personaggi di rivelare i loro pensieri, i loro sentimenti e le loro intenzioni. Ma, nell'opera di Ionesco, contrariamente, sottolinea la difficoltà di comunicare. La compagnia ha deciso di giocare con i sottotesti, inventandosi dinamiche verbali sottoposte al testo non sense. Nella scrittura del teatro tradizionale, i colpi di scena hanno la funzione di rilanciare l'interesse dello spettatore, ma non è così in questa piece dove ogni espediente drammaturgico è un diversivo per apportare qualche nota piccante o per rilassare il pubblico, ricordandogli che in fondo nel teatro, come nella vita non c'è niente da capire, ma solo da vivere














