"La Geste": uno spettacolo per aspirare alle stelle
Per la manifestazione "Orestiadi nel segno del contemporaneo" è in programma “La Geste” di e con Laura Trefiletti, Julien Pierrot, Valentin Pythout, realizzato da Fanny Gautreau e Magali Castellane con musica di Pino Basile.
Lo spettacolo pone un quesito diretto: il gesto... o le gesta? Anche se il titolo rimanda alle epopee in versi del Medioevo, questa prima creazione della RuspaRocket preferisce il gesto alla parola per narrare l’odissea rocambolesca dei tre protagonisti.
Caduti dal cielo, catapultati su un piccolo pezzetto di terra, due portatori e un’acrobata si gettano nella terra, in un gioco che sfida l’aria ed esplora il suolo. L’infinitamente grande raggiunge l’infinitamente piccolo: la terra è una nuova attrezzatura da circo, dove ciascuno cerca il suo posto, come un riassunto dell’equilibrio del cosmo evocato dalle testimonianze di astrofisici, una partitura sonora che conferma la vertigine.
La coperta della terra come elemento scenografico nel precedente L’enfant qui ispira l’esplorazione di un materiale che impone la ricerca di una nuova tecnica per muoversi, per lavorare sugli appoggi e sull’ammortamento.
La compagnia è messa alla prova da una sfida erculea, quella di manipolare una tonnellata di torba mischiata a terra, in uno stato piuttosto mobili. In suoni, in immagini, in piramidi eroiche, così come in uno shock inevitabile La Geste è un’epopea che fa vedere l’invisibile e sentire l’impercettibile.
Come un ricordo dimenticato, un’esperienza nascosta, una riconciliazione con il tempo millenario che ci precede. Ci chiamano Terrestri, ma sogniamo tutti le stelle.














