"Le Supplici" di Eschilo in scena al Teatro Antico di Segesta
In prima nazionale giovedì 3 agosto, alle 19.15, al Teatro Antico di Segesta va in scena “Le Supplici ovvero figlie d'Egitto”.
Lo spettacolo, tratto dalla tragedia di Eschilo e diretto da Sofia Bolognini, è stato vincitore del premio Cendic Segesta 2016 e sarà protagonista sul palcoscenico del "Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2017" (visualizza l'articolo di approfondimento), la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Focus del lavoro è la contaminazione tra classico e contemporaneo, nell'ottica di un reciproco potenziamento.
Dopo anni di studio approfondito sulla tragedia antica, alcuni elementi chiave sono stati individuati come detonatori di un possibile innesto moderno, senza offuscare la potenza originaria del simbolo archetipico, ma ampliandone lo spettro. Passato e presente dialogano in un equilibrio dinamico perfettamente calibrato e mai superficiale.
L'intensa religiosità di Eschilo viene assunta in toto in quello che è uno spettacolo dal sapore rituale, dalle immagini estremamente vivide che creano un ambiente sospeso, un'attesa sacrale.
Lo spettacolo, tratto dalla tragedia di Eschilo e diretto da Sofia Bolognini, è stato vincitore del premio Cendic Segesta 2016 e sarà protagonista sul palcoscenico del "Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2017" (visualizza l'articolo di approfondimento), la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Focus del lavoro è la contaminazione tra classico e contemporaneo, nell'ottica di un reciproco potenziamento.
Dopo anni di studio approfondito sulla tragedia antica, alcuni elementi chiave sono stati individuati come detonatori di un possibile innesto moderno, senza offuscare la potenza originaria del simbolo archetipico, ma ampliandone lo spettro. Passato e presente dialogano in un equilibrio dinamico perfettamente calibrato e mai superficiale.
L'intensa religiosità di Eschilo viene assunta in toto in quello che è uno spettacolo dal sapore rituale, dalle immagini estremamente vivide che creano un ambiente sospeso, un'attesa sacrale.














