Odissea": Vincenzo Pirrotta legge e interpreta canti della poesia omerica
Ultimo appuntamento della manifestazione in programma a Palazzo delle Aquile di Palermo "Winter Fest": domenica 12 marzo, alle ore 18, in scena il puparo e cantastorie palermitano Vincenzo Pirrotta con lo spettacolo "Odissea".
Una delle etimologie più accreditate per spiegare quale realtà antropologica possa nascondersi davvero dietro il nome di Omero è quella che collega Ho’meros a homou arein "connettere insieme" con riferimento all’attività del rapsodo nei suoi incontri di cantocuntu-recita al pubblico.
È dalla suggestione che evoca quel "connettere" che è nata la scelta dei canti che leggerà Vincenzo Pirrotta. Si tratta di parte del IX e parte del XII libro dell’odissea in cui la bellezza della poesia omerica, l’avventuroso viaggio, l’ammaliante e fatale "voce" degli dei guardano all’oggi in quella eterna "connessione" che era, è e sarà il compito di ogni aedo, di ogni artista.
Qual è, cosa è, chi è, il gigante, il mostro antropofago che abita la terra, da quale canto delle sirene ci lasciamo conquistare o deviare, da quale cagna latrante ci lasciamo sbranare, quale vorace fame ci spinge a divorare la cosa più sacra? Per ritornare a meditare su questi interrogativi l'attore ha scelto di leggere questi canti nella nuovissima traduzione in esametri di Daniele Ventre ed edita da "Mesogea".
Una delle etimologie più accreditate per spiegare quale realtà antropologica possa nascondersi davvero dietro il nome di Omero è quella che collega Ho’meros a homou arein "connettere insieme" con riferimento all’attività del rapsodo nei suoi incontri di cantocuntu-recita al pubblico.
È dalla suggestione che evoca quel "connettere" che è nata la scelta dei canti che leggerà Vincenzo Pirrotta. Si tratta di parte del IX e parte del XII libro dell’odissea in cui la bellezza della poesia omerica, l’avventuroso viaggio, l’ammaliante e fatale "voce" degli dei guardano all’oggi in quella eterna "connessione" che era, è e sarà il compito di ogni aedo, di ogni artista.
Qual è, cosa è, chi è, il gigante, il mostro antropofago che abita la terra, da quale canto delle sirene ci lasciamo conquistare o deviare, da quale cagna latrante ci lasciamo sbranare, quale vorace fame ci spinge a divorare la cosa più sacra? Per ritornare a meditare su questi interrogativi l'attore ha scelto di leggere questi canti nella nuovissima traduzione in esametri di Daniele Ventre ed edita da "Mesogea".
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