Orapronobis
Una ricognizione tra le nuove drammaturgie e i nuovi stilemi di messa in scena che attraversano la nostra isola. Sette giorni di spettacoli (19, 20, 21, 23, 28, 29 e 30 marzo) che hanno già debuttato nella loro forma definitiva e work in progress non ancora fissati nel tempo e nello spazio.
Molti dei lavori utilizzano l’espressività sonora e immaginifica della lingua siciliana nelle sue svariate modulazioni, altri riscrivono sulla scena i classici del teatro; tutti gli spettacoli sono comunque accomunati dall’urgenza di raccontare la contemporaneità e vicini nella loro radicale ricerca a realtà sperimentali come quella del Teatro Mediterraneo Occupato.
Domenica 30 marzo va in scena "Orapronobis", una produzione Sukakaifa/TeatrUsica A.C, testo e regia Rino Marino, con Fabrizio Ferracane assistente alla regia Gabriella Becchina, assistente di scena Gianluca Giambalvo, assistente scenografo Liborio Maggio, effetti sonori Rudy Pusateri // Antonio Bonanno, voci off Annamaria la Barbera, Cristina Perrone, Ermelinda Palmeri.
Un pover'uomo, un residuo d'umanità malata, in una dimensione onirico-allucinatoria, al cospetto di un alto prelato, scioglie un lamento disperato, che si alza come una preghiera profana, in un siciliano arcaico, attraverso le poste di un rosario dolente e sarcastico, che si fa violenta invettiva, spietato atto d'accusa alla corruzione e al sacrilegio del potere ecclesiastico.














