"Sud": il nuovo recital di Sergio Rubini al Teatro Vittorio Emanuele
Va in scena al teatro Vittorio Emanuele di Messina, da venerdì 3 a domenica 5 marzo, "Sud", il nuovo recital di Sergio Rubini. Il pubblico può immaginare per un attimo di non essere seduto tra le file di una platea a teatro, ma nello scompartimento di un treno.
Un treno un po' spericolato perché a guidarlo è un attore ma anche un regista: un tizio magrino, il profilo puntuto, Sergio Rubini. Già altre volte in passato, ma solo sul grande schermo, ha fatto racconti di treni, binari, piccole stazioni di posti sperduti.
Il capotreno dice che il motivo del viaggio a cui si sta partecipando è il "SUD" ma nemmeno lui sa dove si arriva: è probabile ma potrebbe anche andare diversamente. La destinazione insomma è incerta. E incerto è l’andamento del treno. Fin da subito si avrà la sensazione di aver percorso grandissimi tratti nell’arco di pochi minuti.
Eppure, dentro questo sud abbandonato e senza luce, fiorisce la grande letteratura che proprio a Napoli ha avuto il massimo dell’espressione nell’opera di Eduardo che ha fatto di personaggi schiacciati dal fatalismo e dalla rassegnazione, dei veri giganti, non certo capaci di modificare la propria condizione, ma dei ragionatori, con il coraggio di guardarsi dentro.
Proseguendo la strada della riscoperta del passato, per gestire meglio il futuro, intrapresa con i precedenti lavori, con questo nuovo spettacolo Rubini va oltre il recital "La guerra dei cafoni", prodotto nell'estate 2013 e ne ha realizzato uno più ricco, con poesie e racconti riguardanti il Mezzogiorno d'Italia.
Un treno un po' spericolato perché a guidarlo è un attore ma anche un regista: un tizio magrino, il profilo puntuto, Sergio Rubini. Già altre volte in passato, ma solo sul grande schermo, ha fatto racconti di treni, binari, piccole stazioni di posti sperduti.
Il capotreno dice che il motivo del viaggio a cui si sta partecipando è il "SUD" ma nemmeno lui sa dove si arriva: è probabile ma potrebbe anche andare diversamente. La destinazione insomma è incerta. E incerto è l’andamento del treno. Fin da subito si avrà la sensazione di aver percorso grandissimi tratti nell’arco di pochi minuti.
Eppure, dentro questo sud abbandonato e senza luce, fiorisce la grande letteratura che proprio a Napoli ha avuto il massimo dell’espressione nell’opera di Eduardo che ha fatto di personaggi schiacciati dal fatalismo e dalla rassegnazione, dei veri giganti, non certo capaci di modificare la propria condizione, ma dei ragionatori, con il coraggio di guardarsi dentro.
Proseguendo la strada della riscoperta del passato, per gestire meglio il futuro, intrapresa con i precedenti lavori, con questo nuovo spettacolo Rubini va oltre il recital "La guerra dei cafoni", prodotto nell'estate 2013 e ne ha realizzato uno più ricco, con poesie e racconti riguardanti il Mezzogiorno d'Italia.














