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Storia e società: a Patti la mostra "I Giornali di Patti alla fine dell'Ottocento"

  • Chiesa di Sant'Ippolito, via Cappellini 4 - Patti (Me)
  • Dal 3 al 31 agosto 2026
  • Visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30
  • Gratuito
L'APS Banca della Speranza, in collaborazione con l'APS Associazione Pattese di Storia Patria, annuncia l'apertura della mostra "I Giornali di Patti alla fine dell'Ottocento", un percorso espositivo dedicato alle prime testate nate nella città tra il 1872 e il 1896.

L'iniziativa viene ospitata nella suggestiva Cripta della chiesa di Sant'Ippolito a Patti, dal 3 al 31 agosto, con apertura quotidiana dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30.

Tra il 1876 e il 1896, Patti vide nascere giornali politici, ecclesiastici, massonici, giovanili, territoriali: una pluralità sorprendente per una città delle sue dimensioni.

Molti ebbero vita brevissima, ma tutti raccontano una comunità che si stava trasformando, che discuteva, che si divideva, che cercava di rappresentarsi.

Una stagione di carta e inchiostro che oggi è parte essenziale della memoria civica pattese.

Al centro del percorso espositivo trova spazio "L'Eco del Tindari", il più antico giornale noto di Patti, fondato nel 1872 come quindicinale politico.

Di questa testata non sopravvive alcuna copia nelle biblioteche ed emeroteche italiane, ma alcune fonti ne attestano l'attività: nel dicembre 1872 uscì il numero 37 con una corrispondenza da Roma sulle ferrovie siciliane; Salvatore Forzano vi pubblicò un articolo poi riproposto in volume; un abbonamento al giornale compare nei registri della Società di Mutuo Soccorso Cristoforo Colombo di Patti Marina. Una voce oggi perduta, ma fondamentale per comprendere l'avvio della stampa politica cittadina.

Il percorso prosegue con "L'Eco Elettorale di Patti" (1876), "Lo Studente" (1889), "La Gazzetta Popolare" (1894), "Corriere di Patti" (1894), "Il Tindari" (1896).

Attraverso pannelli, apparati storici e materiali d'archivio, la mostra restituisce alla città un capitolo fondamentale della propria identità culturale: la nascita della stampa come strumento di partecipazione, confronto e costruzione della memoria collettiva.

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